«Basta con questa politica di austerità»
L o sciopero di oggi, valido per l'intera giornata lavorativa, è stato proclamato ed organizzato dai sindacati di base Usb, Cub e Cobas. A queste sigle, hanno poi aderito altre federazioni...
L o sciopero di oggi, valido per l'intera giornata lavorativa, è stato proclamato ed organizzato dai sindacati di base Usb, Cub e Cobas.
A queste sigle, hanno poi aderito altre federazioni appartenenti a vari sindacati autonomi come l'Orsa Scuola, Università e Ricerca, lo Snater, il Siaie.
Lo sciopero interesserà treni, aerei, mezzi pubblici e navi ed è indetto principalmente «contro le drastiche ricette del Fondo Moneterio Internazionale, della Bce e dell'Unione Europea che in nome della stabilità monetaria impongono al nostro Paese rovinose politiche sociali; per un serio piano nazionale sull’occupazione; contro ogni forma di precarietà; per il rilancio qualificato di una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini; per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego e per un rinnovo reale dei contratti del settore privato, per seri aumenti salariali e pensioni; per la nazionalizzazione delle aziende strategiche, contro la privatizzazione dei servizi pubblici», affermano i sindacati.
Ma le ragioni dello sciopero di oggi proclamato dai sindacati di base vengono rafforzate dopo il varo della legge di stabilità 2014 che, secondo l’Usb, farebbe «tabula rasa della pubblica amministrazione e macelleria dei dipendenti pubblic»". Per l'Unione sindacale di base, infatti, le misure presenti nella legge di stabilità 20145, comprendenti «il blocco del contratto fino a tutto il 2017, il blocco del turn over, con il conseguente licenziamento di decine di migliaia di precari; lo slittamento sine die del trattamento di fine rapporto» sono tutti provvedimenti che «confermano l'accanimento che il Governo Letta ha nei confronti dei pubblici dipendenti».
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