Il Tirreno

Livorno

battaglia sui numeri (e non solo)

Ma il presidente uscente non è affatto fuori dai giochi

LIVORNO. A dicembre i rappresentanti delle categorie economiche della provincia (dai commercianti agli industriali) eleggeranno i nuovi vertici della Camera di commercio. Dopo più di dieci anni, la...

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LIVORNO. A dicembre i rappresentanti delle categorie economiche della provincia (dai commercianti agli industriali) eleggeranno i nuovi vertici della Camera di commercio. Dopo più di dieci anni, la Cna, ovvero l’associazione che rappresenta gli artigiani, ha deciso di non mettere il nome del presidente in carica, Roberto Nardi, tra i cinque membri che le spettano in consiglio. Nardi, però, non è affatto fuori dai giochi: potrebbe entrare nell’organo camerale, e quindi correre di nuovo per la carica di presidente, con altre associazioni. Prima fra tutte Confindustria.

Ipotesi per niente remota. Anzi concretissima. Lo dice lo stesso presidente: «Molte associazioni mi hanno chiesto di restare. Non ho preso impegni formali, fino a lunedì», il giorno del benservito della sua associazione. «Adesso deciderò in tutta serenità cosa fare», valutando «se c’è una proposta di collegialità che eviti il disastro». A microfoni accesi Nardi si lascia scappare anche che «c’è chi sta vendendo la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato...». Guardando i numeri, infatti, potrebbe essere una guerra all’ultimo voto. Tra l’altro a pochi mesi dalle elezioni amministrative.

Nel prossimo consiglio camerale ci saranno 27 membri (sarebbero 28, ma i sindacati non hanno presentato in tempo la documentazione necessaria per essere rappresentati). I consiglieri eleggeranno giunta e presidente. Se il fronte Cna - Lega coop - Confesercenti - Spedimar - Cia - Confagricoltura reggerà, Costalli avrà dalla sua 13 voti. Ma l’alleanza scricchiola: Confesercenti, ad esempio, sembra avere qualche problema a spiegare ai suoi commercianti-soci il perché dell’appoggio all’uomo delle coop...

Ecco perché ieri dall’entourage di Nardi hanno ripetuto in parecchi che in realtà proprio il presidente uscente potrebbe finire per avere la maggioranza (14 voti): dalla sua sembrano stare Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, Confcommercio. Con il punto interrogativo di banche, professionisti e consumatori. «Non ho voluto io lo scontro», taglia corto lui, che più di una volta ripete: «La Camera di commercio non è il consiglio comunale...».(j.g.)

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