Il presidio
«La paghetta per comprare la droga», in aula la confessione del 18enne
Lorenzo al giudice durante l’udienza di convalida: quel fondo di via Verdi era diventato la nostra fumeria. Lo studente ora potrà tornare a scuola
LIVORNO. «La droga l’ho comprata mettendo insieme i soldi che i miei genitori mi danno come paghetta settimanale, circa 40 euro, e quelli che mi dà mi padre quando lo aiuto a fare qualche lavoretto. Alla fine ho messo insieme circa 400 euro con i quali sabato ho comprato 65 grammi d’erba in piazza Magenta per me e alcuni miei amici». Lorenzo, lo studente di 18 anni arrestato lunedì sera in via Verdi con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, parla per oltre mezz’ora davanti al giudice Beatrice Dani durante l’udienza di convalida. Racconta di quel fondo che per il suo gruppo di amici era diventato un po’ sala giochi un po’ fumeria. E spiega come i soldi che i carabinieri gli hanno trovato in tasca, circa 230 euro, «non erano il frutto dello spaccio ma il denaro che la madre gli aveva dato per comprare i libri e quelli dell’amico con il quale aveva fatto l’acquisto di marijuana».
Il ragazzo, accompagnato in tribunale dai genitori e difeso dall’avvocato Valerio Misiti, ha aspettato per quasi due ore l’esito dell’udienza di convalida. Alla fine il giudice Beatrice Dani ha deciso che lo studente da oggi potrà tornare a scuola. L’unico obbligo sarà quello di andare in questura una volta al giorno per firmare. Intanto l’indagine del pubblico ministero Massimo Mannucci prosegue.
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