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«Amministrare una città è un mestiere di m...»
LIVORNO. Sono da poco passate le 22 di lunedì, quando Alessandro Cosimi entra nella Circoscrizione 1, dove è in corso l'assemblea territoriale del Pd livornese. Tornato da Bruxelles e dopo una sosta...
LIVORNO. Sono da poco passate le 22 di lunedì, quando Alessandro Cosimi entra nella Circoscrizione 1, dove è in corso l'assemblea territoriale del Pd livornese. Tornato da Bruxelles e dopo una sosta a casa, il sindaco si presenta con il mezzo toscano in bocca, mentre Bruno Picchi sta parlando del malessere sociale in città, su cui la politica si deve interrogare.
Cosimi è accolto da un lungo applauso, sincero e non banale. Lui ricambia il saluto con una battuta: «Non penserete mica che mi faccia sparare perché mi vogliate più bene, vero?». Poco più tardi, però, ecco uno sfogo più crudo. Dal palco, mentre analizza la difficile situazione del Paese, a Cosimi scappa un'amara considerazione: «Fare il sindaco, in questo momento, è un mestiere di m...». In mezzo, molti attestati di stima e di vicinanza all'uomo e alla famiglia, prima che al politico. «C'è preoccupazione - afferma il segretario territoriale Lippi - Questo episodio è più grave di quello comunque deplorevole capitato in precedenza».
«È inaccettabile che le istituzioni diventino i bersagli del malessere sociale - dice il presidente della Provincia Kutufà - Ci sono centrali di veleno che superano, e di molto, la dialettica democratica». Il segretario comunale Pd, De Filicaia, si dice «sbigottito di fronte ad avvenimenti che in passato erano sconosciuti a questa città. La politica deve spingersi oltre la semplice condanna del gesto». D’accordo il senatore Filippi: «Non è accettabile cominciare una campagna elettorale con questi toni».
C'è chi ricorda l'assalto alla questura e gli attentati alle strutture militari. «Siamo in presenza di atti sconsiderati - commenta il vicesindaco Picchi - Il giudizio politico è una cosa, le minacce alla persona un'altra». «L'indagine sui crimini in città - conclude - mostra che le aggressioni fisiche sono aumentate del 70%: un dato significativo, che deve essere seguito da una riflessione politica».
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