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«In due anni 137 risarcimenti chiesti all’Asl: 13 per decesso»
LIVORNO. «Dal 2011 a oggi all’Asl 6 livornese sono state presentate 137 richieste di risarcimento danni di cui 13 per decesso. L'assessore regionale alla sanità Luigi Marroni faccia chiarezza sull'enn...
LIVORNO. «Dal 2011 a oggi all’Asl 6 livornese sono state presentate 137 richieste di risarcimento danni di cui 13 per decesso. L'assessore regionale alla sanità Luigi Marroni faccia chiarezza sull'ennesimo esposto fatto da pazienti del pronto soccorso livornese». È la denuncia fatta dal consigliere regionale di Più Toscana e membro della commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri, che interviene sul tema sanità dopo gli articoli del Tirreno sulla sanità livornese.
ssere visitata dall’otorino.
E se quello dell’altro ieri era l’ultimo caso in ordine di tempo, l’esponente di Toscana Più ricorda che nell’ultimo mese il pronto soccorso livornese era «finito già nella bufera per l’episodio del 57enne trovato morto nella sua abitazione poco dopo esser stato dimesso proprio dal pronto soccorso. Ci auguriamo che il nuovo modello di sanità toscana imposto dalla Giunta Rossi inserisca fra le priorità la riduzione del rischio clinico. Le cifre ci parlano di 137 richieste di risarcimento per il 2011 e il 2012 di cui 48 per lesioni personali. Certo si parla di richieste da parte di danneggiati ed eredi sui quali si dovranno pronunciare le autorità preposte».
Lazzeri analizza un dato preoccupante: «Dalla media di richieste per decessi si ottiene quella di un morto ogni due mesi solo nel presidio ospedaliero di Livorno. Fra le specialità implicate nelle richieste di risarcimento da parte dei cittadini nel 2012 ci sono ortopedia (nove richieste), medicina d’accettazione (sette) cardiologia (due), chirurgia generale (quattro)».
Lazzeri si chiede se il nuovo modello sanitario in atto stia portando vantaggi: «Questi i numeri in nostro possesso - dice Lazzeri - ma dietro un numero c’è una persona ed ecco allora che la riduzione del rischio clinico rimane una priorità: siamo in un momento di tagli e vigiliamo affinché a rimetterci non sia la salute dei pazienti. È innegabile inoltre che la riorganizzazione del sistema sanitario per mano dell’assessore Marroni abbia contribuito a creare un clima ostile nei confronti del personale medico e infermieristico che è vittima del sistema e si trova a rischio burn out».
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