Il presidio
Camera di commercio, categorie in guerra
Frattura per l’elezione del presidente: ecco i due schieramenti che si equivalgono. Dura replica di Confartigianato alla Cna
LIVORNO. Intorno alla Camera di commercio sta accadendo ciò che in molti, da più parti, speravano non avvenisse in tempi di crisi nera per lavoratori e imprese: le categorie sono entrate in una guerra fratricida in vista dell'elezione dei nuovi vertici dell'ente che si terrà a dicembre. Pochi giorni fa un decreto regionale ha definito quanti consiglieri saranno assegnati a ogni categoria (dagli artigiani agli spedizionieri), prima che il nuovo consiglio decida il presidente. E si annuncia una corsa all’ultimo voto. Al momento, infatti, sembrano profilarsi due grandi schieramenti: da una parte Cna, Confesercenti, Spedimar, Lega delle cooperative, Cia, Confagricoltura; dall’altra Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, Confcommercio. I primi arriverebbero insieme a 13 consiglieri, i secondi a 11. Poi ci sono altri tre seggi (più 1 delle banche, per un totale di 28) nominati da sindacati, consumatori e professionisti.
Per eleggere chi? Di nomi ne circolano parecchi da tempo: dal presidente in carica Roberto Nardi all’avvocato Paolo Bassano, fino al vicepresidente di Unicoop Tirreno, Sergio Costalli, che su Internet ha pubblicato un’analisi che assomiglia tanto a una mozione pro-candidatura. Nelle ultime ore, poi, hanno iniziato a circolare anche i nomi di Gino Baldi, Luciano Barsotti e Roberto Alberti (Spedimar). La verità è che per ora le carte restano coperte, mentre volano già le parole grosse...
I numeri. Per prima cosa facciamo chiarezza sulle forze del prossimo consiglio. Considerando imprese e occupati rappresentati, per il settore dell'agricoltura la Regione ha assegnato entrambi i consiglieri al raggruppamento Cia - Confagricoltura: è rimasta fuori Coldiretti, che nella provincia di Livorno varrebbe il 25,88%, contro il 74,12 degli altri. Nell'industria la maggior parte dei consiglieri è andata a Confindustria (3), ma per la prima volta Cna e Confesercenti hanno ottenuto insieme un consigliere per le piccole imprese. Nell'artigianato 3 posti a Cna-Confesercenti (insieme valgono l'82,3%) e nessuno all'asse Confartigianato-Confcommercio (17,7%). Fotografia diversa per il commercio: 3 consiglieri a Confcommercio-Federazione italiana tabaccai (51,17%) e 2 a Confesercenti-Cna (48,83%). Per il turismo: 2 a Confcommercio, 1 a Confesercenti-Cna-Lega toscana coop. Trasporti e spedizioni: un seggio ciascuno agli apparentamenti Asamar-Assoterminal-Confindustria e Spedimar-Cna-Confesercenti-Lega coop. Nei servizi alle imprese 2 a Confesercenti-Cna-Lega coop e 2 a Confindustria-Confcommercio. Restano un consigliere a testa per coop (raggruppamento Agci Toscana e Lega), Movimento consumatori, sindacati dei lavoratori, credito (Abi e Ania), liberi professionisti. Tutti i nomi saranno comunicati entro un mese.
Confartigianato attacca. Se ieri i vertici della Cna hanno esultato per lo «storico seggio nell’industria e l’en plein nell’artigianato», oggi il direttore di Confartigianato Giovanni Conte non le manda a dire a Valtriani e ai suoi. «Se nella tornata per le cariche della Cciaa del 2008 Confartigianato valeva poco più del 4% – scrive – oggi si è assestata al 17,30% grazie anche al sostegno di Confcommercio. Il risultato ottenuto da Cna non è certo esaltante: nel 2008 da sola valeva il 96% della rappresentanza degli artigiani, oggi con Confesercenti ne vale l'82,7%. Non crediamo ci sia per loro da schiaffeggiare tanto...». «Ricordiamo anche che nel 2008 – continua la nota – Cna da sola aveva dichiarato di rappresentare poco più di 2mila artigiani, oggi ne dichiara 1.393: ci chiediamo se le 600 imprese in meno siano divenute nel frattempo srl o spa». «Abbiamo ricevuto uno schiaffo? Siamo convinti proprio di no», controbattono quindi da Confartigianato: «Se nell'attuale consiglio camerale siamo presenti – precisano – è perché esisteva Impresa Futura ed esistevano accordi di collaborazione e sostegno reciproco tra associazioni datoriali e soprattutto a favore delle Pmi tutte. Ora ci siamo fatti un'idea del perché Cna volle fortemente chiudere il cartello: speriamo che anche la politica e le imprese se lo stiano chiedendo…». Le parole si fanno pesanti: «Siamo orgogliosamente fuori dal consiglio, certo con grande dispiacere per aver mancato l'obiettivo solo per un pugno di imprese, ma convinti che è meglio stare fuori e vigilare sull'operato di chi dovrebbe fare gli interessi degli artigiani, speriamo non solo quelli di alcuni della Cna, piuttosto che condividerne scelleratezze, a partire dall'elezione del presidente». Parole seguite dai saluti al veleno: «Auguri Cna, speriamo che sappiate mantenere l'identità degli artigiani senza asservirli in subappalto alle cooperative».
«Noi per Nardi». È a questo punto che Confartigianato sguaina la spada per il presidente in carica: «Nardi rappresenta il candidato ideale: capace gestore camerale, indipendente dalla politica e dalle associazioni, persona competente e forte promotore delle iniziative a favore di tutte le imprese Cciaa. Forse un personaggio scomodo perché ha compartecipato agli interessi di tutti?».
La mossa di Costalli. Tutto mentre Sergio Costalli - vice presidente di Unicoop Tirreno, con incarichi in Unipol e Igd Siiq Spa, candidato sempre più papabile della Lega coop - ha pubblicato sul sito della fondazione che presiede, Memorie cooperative, una lunga analisi dal titolo: “Proposta per il rilancio dell’economia livornese”. Nelle conclusioni del documento, che sa proprio di scesa in campo, invita Livorno a «rompere gli argini e superare quelle barriere mentali che si è tanto impegnata per erigersi intorno».
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