Il Tirreno

Livorno

Camera di commercio, categorie in guerra

di Juna Goti
Camera di commercio, categorie in guerra

Frattura per l’elezione del presidente: ecco i due schieramenti che si equivalgono. Dura replica di Confartigianato alla Cna

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Intorno alla Camera di commercio sta accadendo ciò che in molti, da più parti, speravano non avvenisse in tempi di crisi nera per lavoratori e imprese: le categorie sono entrate in una guerra fratricida in vista dell'elezione dei nuovi vertici dell'ente che si terrà a dicembre. Pochi giorni fa un decreto regionale ha definito quanti consiglieri saranno assegnati a ogni categoria (dagli artigiani agli spedizionieri), prima che il nuovo consiglio decida il presidente. E si annuncia una corsa all’ultimo voto. Al momento, infatti, sembrano profilarsi due grandi schieramenti: da una parte Cna, Confesercenti, Spedimar, Lega delle cooperative, Cia, Confagricoltura; dall’altra Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, Confcommercio. I primi arriverebbero insieme a 13 consiglieri, i secondi a 11. Poi ci sono altri tre seggi (più 1 delle banche, per un totale di 28) nominati da sindacati, consumatori e professionisti.

Per eleggere chi? Di nomi ne circolano parecchi da tempo: dal presidente in carica Roberto Nardi all’avvocato Paolo Bassano, fino al vicepresidente di Unicoop Tirreno, Sergio Costalli, che su Internet ha pubblicato un’analisi che assomiglia tanto a una mozione pro-candidatura. Nelle ultime ore, poi, hanno iniziato a circolare anche i nomi di Gino Baldi, Luciano Barsotti e Roberto Alberti (Spedimar). La verità è che per ora le carte restano coperte, mentre volano già le parole grosse...

I numeri. Per prima cosa facciamo chiarezza sulle forze del prossimo consiglio. Considerando imprese e occupati rappresentati, per il settore dell'agricoltura la Regione ha assegnato entrambi i consiglieri al raggruppamento Cia - Confagricoltura: è rimasta fuori Coldiretti, che nella provincia di Livorno varrebbe il 25,88%, contro il 74,12 degli altri. Nell'industria la maggior parte dei consiglieri è andata a Confindustria (3), ma per la prima volta Cna e Confesercenti hanno ottenuto insieme un consigliere per le piccole imprese. Nell'artigianato 3 posti a Cna-Confesercenti (insieme valgono l'82,3%) e nessuno all'asse Confartigianato-Confcommercio (17,7%). Fotografia diversa per il commercio: 3 consiglieri a Confcommercio-Federazione italiana tabaccai (51,17%) e 2 a Confesercenti-Cna (48,83%). Per il turismo: 2 a Confcommercio, 1 a Confesercenti-Cna-Lega toscana coop. Trasporti e spedizioni: un seggio ciascuno agli apparentamenti Asamar-Assoterminal-Confindustria e Spedimar-Cna-Confesercenti-Lega coop. Nei servizi alle imprese 2 a Confesercenti-Cna-Lega coop e 2 a Confindustria-Confcommercio. Restano un consigliere a testa per coop (raggruppamento Agci Toscana e Lega), Movimento consumatori, sindacati dei lavoratori, credito (Abi e Ania), liberi professionisti. Tutti i nomi saranno comunicati entro un mese.

Confartigianato attacca. Se ieri i vertici della Cna hanno esultato per lo «storico seggio nell’industria e l’en plein nell’artigianato», oggi il direttore di Confartigianato Giovanni Conte non le manda a dire a Valtriani e ai suoi. «Se nella tornata per le cariche della Cciaa del 2008 Confartigianato valeva poco più del 4% – scrive – oggi si è assestata al 17,30% grazie anche al sostegno di Confcommercio. Il risultato ottenuto da Cna non è certo esaltante: nel 2008 da sola valeva il 96% della rappresentanza degli artigiani, oggi con Confesercenti ne vale l'82,7%. Non crediamo ci sia per loro da schiaffeggiare tanto...». «Ricordiamo anche che nel 2008 – continua la nota – Cna da sola aveva dichiarato di rappresentare poco più di 2mila artigiani, oggi ne dichiara 1.393: ci chiediamo se le 600 imprese in meno siano divenute nel frattempo srl o spa». «Abbiamo ricevuto uno schiaffo? Siamo convinti proprio di no», controbattono quindi da Confartigianato: «Se nell'attuale consiglio camerale siamo presenti – precisano – è perché esisteva Impresa Futura ed esistevano accordi di collaborazione e sostegno reciproco tra associazioni datoriali e soprattutto a favore delle Pmi tutte. Ora ci siamo fatti un'idea del perché Cna volle fortemente chiudere il cartello: speriamo che anche la politica e le imprese se lo stiano chiedendo…». Le parole si fanno pesanti: «Siamo orgogliosamente fuori dal consiglio, certo con grande dispiacere per aver mancato l'obiettivo solo per un pugno di imprese, ma convinti che è meglio stare fuori e vigilare sull'operato di chi dovrebbe fare gli interessi degli artigiani, speriamo non solo quelli di alcuni della Cna, piuttosto che condividerne scelleratezze, a partire dall'elezione del presidente». Parole seguite dai saluti al veleno: «Auguri Cna, speriamo che sappiate mantenere l'identità degli artigiani senza asservirli in subappalto alle cooperative».

«Noi per Nardi». È a questo punto che Confartigianato sguaina la spada per il presidente in carica: «Nardi rappresenta il candidato ideale: capace gestore camerale, indipendente dalla politica e dalle associazioni, persona competente e forte promotore delle iniziative a favore di tutte le imprese Cciaa. Forse un personaggio scomodo perché ha compartecipato agli interessi di tutti?».

La mossa di Costalli. Tutto mentre Sergio Costalli - vice presidente di Unicoop Tirreno, con incarichi in Unipol e Igd Siiq Spa, candidato sempre più papabile della Lega coop - ha pubblicato sul sito della fondazione che presiede, Memorie cooperative, una lunga analisi dal titolo: “Proposta per il rilancio dell’economia livornese”. Nelle conclusioni del documento, che sa proprio di scesa in campo, invita Livorno a «rompere gli argini e superare quelle barriere mentali che si è tanto impegnata per erigersi intorno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»