Il Tirreno

Livorno

IL VIGILE NON È PIÙ AI DOMICILIARI

Nella mia qualifica di difensore di fiducia di Dominici Fabio unitamente all’avvocato Duccio Baglioni, Le rivolgo richiesta di parziale rettifica del contenuto dell’articolo de quo, dal titolo...

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Nella mia qualifica di difensore di fiducia di Dominici Fabio unitamente all’avvocato Duccio Baglioni, Le rivolgo richiesta di parziale rettifica del contenuto dell’articolo de quo, dal titolo “Vigile col doppio lavoro - sarà processato a gennaio, in relazione: alla parte in cui il Giornalista non “aggiornava” la notizia precedentemente fornita ai lettori ( articolo del 12 giugno 2013 - “Vigile urbano arrestato per truffa”), omettendo di richiamare il provvedimento di revoca della “misura cautelare” degli “arresti domiciliari” emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale Ordinario di Livorno -dottor Gioacchino Trovato, in data 18 settembre 2013 (epoca precedente alla pubblicazione dello “articolo” de quo; alla parte in cui il giornalista non evidenziava come l’originaria “contestazione cautelare” di cui all’articolo 314 comma II c.p. (“...utilizzava per motivi personali un’autovettura di servizio della Polizia Municipale di Livorno”), non sia stata affatto riprodotta nella “contestazione processuale” contenuta nel decreto di Giudizio immediato in questione. Alla parte in cui il Giornalista, affermando che “...l’indagato ha preferito non spiegare al Giudice la ragione del suo comportamento”, sembra aver implicitamente e velatamente “insinuato” l’esistenza di un’ammissione di “penale responsabilità” del Dominici in ordine al “fatto - reato” contestatogli, “penale responsabilità” che dovrà, di contro, emergere, oltre ogni ragionevole dubbio, all’esito della “istruttoria dibattimentale”.

Avvocato Paolo Gallinelli

(anche per l’Avvocato

Duccio Baglioni)

Nell’articolo per quello che riguarda la misura cautelare degli arresti domiciliari si fa riferimento a quella emessa dal giudice per le indagini preliminari nel giugno scorso e interrotta perché con il giudizio immediato si chiude l’indagine e dunque non c’è più pericolo di fuga, inquinamento prove o reiterazione del reato. Per quello che riguarda la presunta insinuazione si è resa solo l’informazione che l’imputato - nonostante le dichiarazioni del precedente difensore - ad oggi non abbia dato spiegazioni rispetto alle contestazioni della Procura. (fl)

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