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Livorno

È il nuovo presidente del serra club

Lugetti: importante che il Papa apra uno spiraglio ai divorziati

Lugetti: importante che il Papa apra uno spiraglio ai divorziati

LIVORNO. Concreto sostegno al Seminario ed ai seminaristi nel solco dei principi di Papa Francesco. E' il programma che il neo presidente del Serra Club, Paolo Lugetti, 73 anni, livornese di San...

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LIVORNO. Concreto sostegno al Seminario ed ai seminaristi nel solco dei principi di Papa Francesco. E' il programma che il neo presidente del Serra Club, Paolo Lugetti, 73 anni, livornese di San Jacopo, già dirigente amministrativo in sanità ed ora governatore dell'Arciconfraternita della Purificazione, esporrà all'atto dell'insediamento il 30 settembre alle 17,30 alla Parrocchia di Santa Rosa.

«Se un omosessuale cerca Dio, che diritto ho io di giudicarlo?». La frase di Papa Francesco cosa può cambiare nel messaggio della Chiesa? E come si pone il Serra Club?

«Non mi sembrerebbe che la Chiesa avesse mai mostrato una materiale ostilità nei confronti degli omosessuali solo perché tali. Non mi sembra quindi doversi ravvisare nella frase del Papa Francesco alcun sostanziale cambiamento di messaggio sul tema. Il Serra intende sempre favorire il crearsi di vocazioni sacerdotali senza dovere richiedere al singolo quali sono le proprie tendenze sessuali, riservando alla sua coscienza il compito di agire nel piano della correttezza del rispetto del prossimo nell'esercizio della propria missione».

La Chiesa parla di cambiamenti radicali, ma le sue posizioni sugli argomenti più delicati come aborto, divorzio e celibato dei preti non mutano. Sarà sempre così oppure è un discorso destinato a modificarsi nel tempo?

«Non credo che la mia persona possa essere in grado di fare anticipazioni sui cambiamenti radicali cui ci si riferisce. Posso esprimere un'opinione personale che, ferma restando la posizione assunta da sempre sull'aborto, potrebbero negli altri casi essere introdotte auspicabili forme di maggior comprensione nella valutazione delle circostanze specifiche ma, ripeto, è il mio personalissimo pensiero».

Aumentano i divorziati, anche fra cattolici. La Chiesa li ha esclusi dai sacramenti, pur concedendo lo la possibilità di rimanere dentro la propria comunità. Non crede che questa discriminazione possa allontanare i fedeli divorziati dalla religione cattolica?

«Purtroppo per questa ragione un certo allontanamento, da parte di separati e divorziati, si sta già verificando ma, personalmente, conosco casi in cui si continua ad implorare una maggiore comprensione ed una più attenta valutazione dei singoli casi. Lo stesso Papa Francesco sembrerebbe avuto di recente alcune parole d'apertura».

Secondo il neo-segretario di Stato Vaticano il celibato fra i sacerdoti non è un dogma. Come lo considera, una risposta diplomatica od una reale apertura della Chiesa?

«Il celibato sacerdotale non è mai stato un dogma e la risposta del Segretario di Stato non la riterrei "diplomatica" ma di una prudente apertura, secondo il modo secolare con il quale la Chiesa si muove. Non ritengo che tra i motivi che inducono alla permanenza del divieto attuale ci sia una questione di carattere economico».

Ricorre quest'anno il 35° anniversario della fondazione del Club a Livorno. Cos'è cambiato da allora al suo interno?

«Non cambia assolutamente nulla , resta lo scopo di base e non manca la volontà e l'entusiasmo. C'è tuttavia una lieve flessione nel numero dei soci, certo non della loro qualità, ma questo sembra un fenomeno un po' diffuso anche in altri club. La nostra attenzione è oggi rivolta ad un concreto sostegno al seminario ed ai seminaristi più che al favorire nuove vocazioni».

Quali sono le priorità del suo programma?

«Il motto di questa presidenza è “fede, speranza, carità”. Fede alla base di tutto, non può esserci speranza senza la fede e la carità, da intendersi quale strumento del nostro agire, non può trovare che sostegno nelle altre due espressioni: tutte e tre sono inevitabilmente interconnesse».

Gian Ugo Berti

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