Il Tirreno

Livorno

Trova la madre morta in reparto

di Federico Lazzotti
Trova la madre morta in reparto

Iole Stefanelli, 82 anni, era ricoverata a medicina da due giorni. Il figlio presenta un esposto in Procura

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LIVORNO. Iole Stefanelli, 82 anni, è morta domenica in un letto del reparto di medicina generale, al quinto secondo, all’ospedale di Livorno. Ma l’orario del decesso, almeno per ora, non è stato possibile stabilirlo perché a trovare la donna senza vita - intorno alle 18,10 - è stato il figlio Giovanni.

«Ero andato in reparto a trovarla, ma ero in ritardo di qualche minuto rispetto all’apertura del passo perché a casa mi ero attardato a prepararle una borsa con un po’ di biancheria per i giorni seguenti. Ecco perché quando sono arrivato nella stanza, la numero 5, alcuni dei familiari degli altri pazienti erano già arrivati. Per arrivare al letto di mia madre li ho superati. All’inizio mi sembrava che dormisse. Ho pure cercato di svegliarla, ma quando l’ho toccata mi sono accorto che era fredda. A quel punto ho capito. Sono uscito e ho chiamato un infermiere, poi sono arrivati tre medici, hanno chiuso tutto e quando hanno riaperto la porta uno di loro mi è venuto incontro e mi ha detto che dovevo essere forte. Gli ho chiesto che cosa fosse successo, ma non mi ha dato spiegazioni: è rimasto vago. Ecco perché quando mi ha detto che era nei miei diritti chiedere che fosse eseguita l’autopsia abbiamo fatto una riunione di famiglia e abbiamo deciso di andare fino avanti. Mia madre era stata ricoverata il giorno prima e mi avevano detto che non c’era da preoccuparsi, che aveva solo la pressione un po’ alta. Invece 24 ore sono stato io a trovarla morta».

Lunedì pomeriggio Giovanni Pensabene si è presentato nell’ufficio dell’avvocato Alessio Dinelli e insieme hanno scritto un breve esposto indirizzato alla Procura della Repubblica e presentato poco dopo in Questura. «È un esposto minimale - spiega l’avvocato - nel quale vengono spiegati in modo sintetico il susseguirsi degli eventi».

A cominciare dalla sera di sabato quando il figlio dell’anziana chiama la guardia medica. «Ero preoccupato - racconta l’uomo - perché dopo aver pranzato con mia madre lei ha iniziato ad accusare un dolore allo stomaco. Le ho dato un po’ di Citrosodina, poi sono uscito sperando che la situazione migliorasse. Invece quando sono tornato a casa, la sera, l’ho trovata in condizioni peggiori rispetto al pomeriggio e ho chiamato la guardia medica che mi ha detto che sarebbe potuto venire nel giro di un paio d’ore».

Poi la situazione si è fatta ancora preoccupante agli occhi del figlio.

«Intorno alle 21 mamma è andata in bagno ma non riusciva quasi a muoversi. Allora ho telefonato al 118. In pochi minuti a casa c’era un’ambulanza che l’ha soccorsa e stabilizzata». Dai primi esami il problema della donna era la pressione: la massima era a 180. Ecco perché il trasferimento al pronto soccorso è stato ritenuto necessario.

«Siamo rimasti ad aspettare un medico che ci venisse a spiegare la situazione fino alle 1,30 quando in sala d’attesa è comparsa una dottoressa. «Per questa notte - ha detto ai figli della signora Iole - resta qui da noi e la mettiamo nel reparto di medicina generale».

Quando il giorno successivo Giovanni e il fratello sono andati a trovarla hanno trovato la madre in condizioni peggiori rispetto al giorno prima. «Non aveva ancora mangiato, sudava e aveva la febbre». Sintomi che - raccontano i figli - «di cui nessuno ci ha spiegato la causa». Nemmeno la sera quando Giovanni è entrato in reparto e ha trovata la madre morta senza che nessuno se ne fosse accorto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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