Il presidio
«La Provincia non sa se sparirà eppure ora dà un incarico extra»
LIVORNO. Quel bando della Provincia per affidare un incarico di alta specializzazione, i sindacati non l’hanno affatto preso bene: e, in una mail al presidente Giorgio Kutufà, al segretario generale...
LIVORNO. Quel bando della Provincia per affidare un incarico di alta specializzazione, i sindacati non l’hanno affatto preso bene: e, in una mail al presidente Giorgio Kutufà, al segretario generale Roberto Gerardi e al dirigente di settore Stefano Simm mettono nero su bianco la propria protesta. Con la Cgil Funzione Pubblica e la Cgil Provincia che esplicitano l’altolà parlando di «una immediata sospensione del bando» e chiedendo «un incontro urgente». Anche la Rsu dell’ente domanda di inserire quest’argomento nell’incontro in programma nei prossimi giorni.
Nel mirino è il bando, trasmesso ieri per conoscenza alle organizzazioni sindacali, con cui Palazzo Granducale mira a trovare una figura di alta professionalità che si occupi di seguire alcuni progetti europei.
Tanto la Rsu della Provincia quanto Cgil (a livello di rappresentanza di ente ma anche di organizzazione di categoria) vanno all’attacco senza tanti giri di parole: «Intendiamo esprimere tutto lo sconcerto per un'operazione francamente incomprensibile». Il motivo? Il bando salta fuori proprio mentre nessuno sa cosa accadrà a fine anno alle Province (e al suo personale). Il bando arriva nel bel mezzo di un«momento di totale incertezza» mentre in tutti gli altri campi vige «la ribadita e conclamata difficoltà a reperire risorse per il personale». C’è qualcosa che non quadra, dice la Cgil-Fp: da un lato, quando c’è da parlare di progetti di incentivazione per il personale non ci sono soldi, poi invece saltano fuori per cercare all’esterno un incarico di alta professionalità.
«Sconcertante» è l’aggettivo sul quale insiste anche la Rsu per definire l’atteggiamento della giunta che affida «incarichi collegati ad un mandato politico in esaurimento, nel presente momento di generale incertezza». All'amministrazione di Palazzo Granducale rivolge una domanda diretta: quali sono le motivazioni per cui c’è bisogno di dover «procedere ora ad assunzioni così particolari e ben retribuite»? Eppure la confusione regna sovrana, visto che sul divieto di assunzioni di personale da parte delle Province c’è chi, da un lato, come la Corte dei Conti della Lombardia ha detto che il divieto non c’è e, dall’altro, chi come quella dell’Emilia Romagna ha dato un'interpretazione opposta. A ciò si aggiunga che «molti sono i settori della Provincia in maggiore sofferenza per carenza di personale e di risorse».
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