Il Tirreno

Livorno

durante l’interrogatorio di garanzia

«Io quella sera non c’ero sono arrivato più tardi»

«Io quella sera non c’ero sono arrivato più tardi»

LIVORNO. «Siamo molto dispiaciuti per le gravi lesioni subite dal ragazzo, ma le cose non sono andate come è stato ricostruito». È quanto avrebbero detto, Lorenzo Minani e e Simone Di Renzo,...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Siamo molto dispiaciuti per le gravi lesioni subite dal ragazzo, ma le cose non sono andate come è stato ricostruito».

È quanto avrebbero detto, Lorenzo Minani e e Simone Di Renzo, i due studenti arrestati con l'accusa di aver pestato a sangue un altro studente, in sede di dichiarazioni davanti al gip nel carcere di San Vittore.

I due si sono detti estranei ai fatti così come contestati nell’ordinanza d'arresto e i loro legali, gli avvocati Losco e Straini, ci tengono a precisare che quello che è accaduto non ha «alcun contenuto politico».

I due giovani, attivi nel centro sociale “Panetteria occupata”, hanno voluto per prima cosa esprimere «rammarico» per le condizioni dello studente picchiato con calci e pugni alla testa, precisando di aver saputo solo il giorno prima che aveva riportato così gravi lesioni. Di Renzo poi, in particolare, ha spiegato che non era presente quando è avvenuto il pestaggio ma che è arrivato solo in un secondo momento, mentre Minani si è limitato a dire, per ora, che i fatti sono andati in modo diverso rispetto a quanto contestato nell'ordinanza.

Entrambi, però, come hanno chiarito i loro legali, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, si riservano di fornire una ricostruzione di come sarebbero andate, a loro dire, le cose in interrogatori successivi in fase di indagini, perché al momento non hanno ancor potuto leggere tutte le carte delle contestazioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web