Italia
«Io quella sera non c’ero sono arrivato più tardi»
LIVORNO. «Siamo molto dispiaciuti per le gravi lesioni subite dal ragazzo, ma le cose non sono andate come è stato ricostruito». È quanto avrebbero detto, Lorenzo Minani e e Simone Di Renzo,...
LIVORNO. «Siamo molto dispiaciuti per le gravi lesioni subite dal ragazzo, ma le cose non sono andate come è stato ricostruito».
È quanto avrebbero detto, Lorenzo Minani e e Simone Di Renzo, i due studenti arrestati con l'accusa di aver pestato a sangue un altro studente, in sede di dichiarazioni davanti al gip nel carcere di San Vittore.
I due si sono detti estranei ai fatti così come contestati nell’ordinanza d'arresto e i loro legali, gli avvocati Losco e Straini, ci tengono a precisare che quello che è accaduto non ha «alcun contenuto politico».
I due giovani, attivi nel centro sociale “Panetteria occupata”, hanno voluto per prima cosa esprimere «rammarico» per le condizioni dello studente picchiato con calci e pugni alla testa, precisando di aver saputo solo il giorno prima che aveva riportato così gravi lesioni. Di Renzo poi, in particolare, ha spiegato che non era presente quando è avvenuto il pestaggio ma che è arrivato solo in un secondo momento, mentre Minani si è limitato a dire, per ora, che i fatti sono andati in modo diverso rispetto a quanto contestato nell'ordinanza.
Entrambi, però, come hanno chiarito i loro legali, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, si riservano di fornire una ricostruzione di come sarebbero andate, a loro dire, le cose in interrogatori successivi in fase di indagini, perché al momento non hanno ancor potuto leggere tutte le carte delle contestazioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
