Il Tirreno

Livorno

Il sogno di Matteo e Massimo in barca alla faccia della Sla

di Giulia Mancini
Il sogno di Matteo e Massimo in barca alla faccia della Sla

A bordo della nave “Primo pensiero” i due malati hanno preso il largo. «Un momento indimenticabile: l’impossibile è stato di nuovo possibile»

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LIVORNO. “Primo Pensiero” è tornata in mare. La barca pensata per i disabili e capitanata da Claudio Rigolo, presidente di Sport Insieme Livorno, dopo aver trasportato a luglio Daniele Deri ha dato vita al sogno di altri due malati di sla, (acronimo di sclerosi laterale amiotrofica). Massimo e Matteo, 44 anni il primo, 60 l’altro, non sono uniti soltanto dal peso della stessa malattia ma soprattutto dall’amore profondo per il mare che sempre li ha accompagnati nella loro vita (FOTO).

Matteo fino a 15 anni fa, quando venne colpito dalla malattia, aveva una barca con cui amava andare a pescare, mentre Massimo era un sottufficiale della Marina militare, per molti anni in servizio all’Accademia di Livorno. Questa mattina intorno alle dieci, un’idea che ritenevano ormai impossibile è invece divenuta realtà e sono salpati verso la Meloria per poi continuare il giro intorno all’accademia.

Accompagnati dalle proprie famiglie, dagli amici della Misericordia, dall’ammiraglio Giuseppe Dragone e da alcuni colleghi di Massimo della Marina Militare, sono stati salutati alla partenza dall’assessore Bettini e dal sindaco di Collesalvetti, Loreno Bacci.

«Ma Lorenzo per Massimo prima che sindaco è soprattutto un amico che ci è stato molto vicino in questi anni –dice la moglie Cristina- ma ovunque abbiamo trovato grande generosità e solidarietà nella gente. Oggi nonostante le paure di non riuscire a resistere è stato un momento indimenticabile, l’impossibile è stato di nuovo possibile». Anche l’ammiraglio Dragone esprime la gioia di aver partecipato all’uscita in barca augurandosi che iniziative simile possano ripetersi con più frequenza e prima di tornare in Accademia chiede di essere invitato ancora. Una giornata ricca di emozioni, che si leggono nel volto espressivo di Matteo, “benedizione della mia vita” dice la moglie, che leggendo i caratteri dell’alfabeto sul tabellone ci ha detto commosso “è stata un’esperienza indimenticabile, come quando uscivo in barca”.

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