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Vanni: la soluzione vera è lo Scolmatore

Vanni: la soluzione vera è lo Scolmatore

Palazzo Rosciano non vuole il maxi-Bellana ma ammette che i posti da trovare sono 1200. E allora...

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LIVORNO. L’Authority che impallina il progetto del maxi-Bellana da 1200 barche («sulla base delle risultanze di Capitaneria e Piloti») è la stessa Authority che però ammette: l’entità del fabbisogno è quella, almeno 1200 posti. «Solo che non possono essere ficcati tutti alla Bellana perché non c’entrano», dice Claudio Vanni, responsabile del settore Prg a Palazzo Rosciano: «Insistere sul formato maxi là dove non è possibile avere lo spazio sufficiente? Rischia di essere un autogol e spingere la Soprintendenza a rimangiarsi la mediazione che l’aveva portata ad accettare la nostra idea di un punto d’ormeggio di 500-600 posti».

Da un lato: 700 barche da spostare dal Porto Mediceo perché altrimenti non c’è verso di far iniziare i lavori del porto turistico vero e proprio, più 500 barche da portar via dai Fossi perché sono troppo lunghe e ostacolano la navigazione; totale 1200 appunto. Dall’altro: per l’Authority («ma anche per Capitaneria, Piloti e Soprintendenza») alla Bellana c’è spazio per 500-600. E le altre 600-700 cosa fanno: spariscono con un colpo di bacchetta magica?

Vanni non vede «realisticamente possibile» uno scontro a colpi di carte bollate con la piccola nautica che ora è nel Mediceo: «I circoli hanno concessioni di durata annuale, ci sono clausole di salvaguardia che consentono la revoca. Difficile che la spuntino in contenzioso». È l’annuncio della linea dura? «Tutt’altro, c’è chiaramente un problema sociale da affrontare», dice Vanni.

Quanto alle soluzioni, rispunta fuori l’analisi di Modimar (prof. Noli) che, Bellana a parte, – ricorda Vanni – aveva indicato alternative possibili anche «sulla costa nei pressi dell’hotel Universal e, più a sud, nel litorale fra il Rex e Miramare». In ballo anche l’ipotesi di un ampliamento da distribuire fra i vari moletti fino a Quercianella.

«Ma questa è una cosa che il Comune affronterà nel proprio nuovo piano regolatore», puntualizza il funzionario di Palazzo Rosciano.

Salta però fuori anche un’altra ipotesi: è lungo la sponda livornese dello Scolmatore che per Vanni c’è «il futuro reale delle barche più piccole, quelle che hanno un pescaggio ridotto». Ovvio che così com’è lo Scolmatore non serva a nulla, ma a Palazzo Rosciano ci si dice fiduciosi nella possibilità che non abbia tempi biblici l’appalto della Provincia di Pisa per dragare il corso d’acqua e riportarlo a una profondità di tre metri.

I livornesi lo hanno scoperto già da soli: circoli come Scolmatore, Cormorano, Mare e Fiumi, Il Ponte mettono insieme almeno mezzo migliaio di barche. Per ora, però, senza foce armata e con il ponte della statale per Tirrenia a un pelo all’acqua, si sentono prigionieri: gli orari per entrare e uscire sono quelli dettati dal servizio alle porte vinciane. Insomma, la soluzione inizia con un problema...(m.z.)

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