Il Tirreno

Livorno

«Maxirotatoria, ora va rivisto tutto»

«Maxirotatoria, ora va rivisto tutto»

Dopo il tragico incidente, molte forze politiche chiedono una verifica dei provvedimenti sulla viabilità e dei miglioramenti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’assessore comunale alla mobilità Maurizio Bettini, prima con un comunicato ufficiale e poi nell’intervista rilasciata al Tirreno, ha tenuto a precisare che la rotatoria all’intersezione tra viale Nazario Sauro e via Giovanni da Verrazzano è stata realizzata secondo le norme di legge, «nel pieno rispetto del codice della strada».

E ci mancherebbe altro, aggiungiamo noi, che il Comune non avesse rispettato le normative in materia quando è andato a modificare la viabilità in quel tratto di strada... Il problema però è un altro: capire, cioè, se quella rotatoria - nonostante rispetti tutti gli standard di legge - possa comunque rappresentare un elemento di pericolo per gli utenti della strada. E se le perplessità espresse da tantissimi cittadini - residenti della zona o persone che vi transitano alla guida di veicoli - abbiano un minimo di fondamento.

Di qui la richiesta di una verifica che si leva a gran voce anche dal mondo politico dopo l’incidente mortale avvenuto all’alba di sabato. Una tragedia che fa seguito a quella accaduta un mese fa, sempre sul viale Nazario Sauro, al nuovo incrocio semaforico con via Caduti del Lavoro.

Dopo le critiche mosse da Marco Cannito (Città Diversa) e da Andrea Romiti (Governare Livorno), che abbiamo riportato sull’edizione di ieri del nostro giornale, ad avanzare dubbi è anche il Pdl. «Capita che certi lavori, oltre che inutili e dispendiosi per le casse pubbliche, risultino in contrasto con la sicurezza dei cittadini e quindi dannosi - scrive Alessandro Perini, coordinatore Giovane Italia provincia di Livorno (PdL) - È senza dubbio il caso delle rotatorie di viale Nazario Sauro. Già all'indomani della realizzazione della rotatoria avevo espresso non poche perplessità. Con il susseguirsi dei mesi viene sempre meno la causa giustificativa di quelle opere: la sicurezza, appunto. A fronte del secondo incidente mortale in pochi mesi non soltanto il sindaco deve mandare a casa l'assessore Bettini, ma lui stesso deve ripensare a certe scelte che comunque vengono prese in modo collegiale e, da domani, dare mandato agli uffici affinché venga ripristinata la situazione precedente e quindi eliminare le rotatorie realizzate su viale Nazario Sauro».

Una verifica sulle modifiche apportate alla viabilità è richiesta anche dall’Udc. «Un altro incidente mortale nell'arco di un mese in Viale Nazario Sauro fa presupporre che non si tratti semplicemente di e solo di casualità - scrovono Luigi Coppola,s egretario provinciale Udc, e Salvatore Capuozzo capogruppo Udc in Comune -

L'intenzione di migliorare il traffico e garantire maggiormente la sicurezza certamente non ci sembra che abbia avuto l'effetto desiderato,anzi, il timore più volte paventato da cittadini, organizzazioni di consumatori ed esperti di settore che ritengono peggiorativo il progetto sostenuto dall'assessore e dai tecnici comunali, è stato purtroppo confermato. Pertanto è ineludibile che già da domani si cominci a capire come si possano apportare migliorie e se lo facesse qualcun altro al posto di Bettini certamente, a parte gli equilibri interni alla maggioranza, nessuno ne risentirebbe».

Severo anche il giudizio dei Liberali. «Se non ci fosse di mezzo la tragedia - scrive Gadi Polacco - la dichiarazione dell'Assessore Bettini meriterebbe un premio per l'umorismo : "dopo aver appreso della tragedia ho subito chiamato la polizia municipale per conoscere la dinamica...Poi ho chiamato i miei uffici per avere delle confereme per quel che concerne la regolarità della rotatoria: segnaletica,illuminazione, dimensione sono a norma di legge". Che dire, se ha dei dubbi, anche verso i propri uffici, chi dovrebbe aver verificato prima, figuriamoci noi cittadini...» (a.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera