Il presidio
Il prete al funerale di Loris: «Quella rotatoria scelta improvvida»
Dopo la tragedia sul viale Nazario Sauro dolore e rabbia per la morte del ventottenne. «La vita è una staffetta ora sta a noi portare la sua fiaccola»
LIVORNO. «Quella rotatoria è stata una scelta improvvida». Lo ripete don Gino Berto dall’altare della chiesa dei Salesiani durante l’omelia per l’ultimo saluto a Loris Michele Roppolo, l’agente della polizia penitenziaria morto venerdì notte a 28 anni in un incidente stradale alla rotatoria tra viale Nazario Sauro e via Giovanni Da Verrazzano (FOTO). Alla cerimonia in prima fila la madre del ragazzo, il padre, i due fratelli, la nonna e un migliaio di persone che la chiesa dove da piccolo frequantava l’oratorio fa fatica a contenere.
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«In momenti come questo - ripete il parroco - la parola è inadeguata. Ma vogliamo riempire questo silenzio con qualche parola. Davanti a questi 28 anni di vita una persona si chiede dove sia il dono di Dio. La nostra ragione di ferma davanti alla morte, all’improvvida rotatoria che ha stroncato una vita in un istante. Da qui - prosegue - parte il nostro grido di eternità e la nostra speranza è il Signore. Loris è una parola detta da Dio e il Signore chiede di essere ascoltato, perché tutti siamo parola di Dio. Cosa resterà di lui? Tutta la sua vita. La maglietta che gli piaceva sulla quale c'era scritto ama la vita. Era un raggio di sole e di luce per chi viveva attorno a lui. La vita è un staffetta ora sta a noi proseguire portando la sua fiaccola».
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