Italia
A spasso in mezzo al mare fra la Terrazza e la Vegliaia
È una delle idee nel progetto del Consorzio nautico per dare un ormeggio a 1.200 barche Con una passerella in legno-acciaio rivoluzionerebbe la scenografia della passeggiata
LIVORNO. Allo Scoglio della Regina, il cantiere aperto c'è già. Capofila una impresa veneta, sta nascendo mattone dopo mattone il nuovo polo della ricerca scientifica. Lì davanti c'è la draga che porta via la melma dal fondale all'ingresso del porto così da evitare che si ripeta il guaio di otto anni fa, quando il Moby Roder finì per incagliarsi all'unico accesso alle banchine, quello sud.
Ma la novità più grande non dovete cercarla in mare bensì sulle scrivanie del Palazzo: è il progetto per trovare alla Bellana il luogo che dia risposta alla fame di spazi del “popolo delle barchette”. Il bis rispetto al porto turistico vero e proprio nel cuore del Porto Mediceo, fra l'Andana degli Anelli e lo Yacht Club.. Però un po’ più soft (nel senso che si parla di strutture leggere da punto d'ormeggio) e un po’ più grande (in grado cioè di ospitare 1.250 barche). Dove? Nello specchio d'acqua compreso fra l'esterno della darsena Morosini (ora in mano a Azimut Benetti) e la diga della Vegliaia. E una sorpresa: la passeggiata a mare che dalla Terrazza Mascagni, grazie a una passerella a giorno, prosegue verso il mare fino a connettersi alla Vegliaia.
È l’identikit del progetto presentato dal Consorzio nautico Livorno guidato da Piero Mantellassi, la santa alleanza che raggruppa la gran parte della piccola nautica labronica, cioè un arcipelago di oltre una cinquantina di circoli che vale tremila barche. Il progetto l’ha messo nero su bianco l’ingegner Andrea Cecconi («un professionista che ha collaborato anche con Renzo Piano».
Basterebbe già questa passerella in acciaio e legno a inventare un nuovo itinerario pedonale che, passin passino, si protende verso il mare aperto per un chilometro buono fino alla punta che contraddistingue il varco d'entrata in porto.
Quel che connette con la terraferma la Vegliaia (lunga 480 metri) è però, nelle intenzioni dei progettisti, qualcos'altro: la diga che da sud, proteggendo lo specchio di mare dove sistemare l’esercito delle piccole barche, arriva fino all’attuale moletto Nazario Sauro (ma non è esclusa l’installazione di un ponte girante). Su due livelli: da un lato, il passeggio pedonale; dall’altro, a pelo d’acqua una striscia di parcheggi (170 posti) e «un nuovo spazio urbano porticato» (con attività tipo sedi sportive, manutenzione e commercio del settore nautico, eccetera).
Non è una novità che sia il Consorzio nautico Livorno a farsi avanti: nel maggio di quattro anni fa è finito nel testo di un protocollo d’intesa con Authority e Comune l’individuazione del Consorzio (che è «rappresentante dei concessionari e delle associazioni nazionali Fipsas e Arcipesca»)come interlocutore (anche «al fine dei favorire la società degli interventi»).
La nuova mappa del Prg del porto – che ha avuto già nel giugno dello scorso anno il primo ok e sta facendo l’iter per l’approvazione finale – ha sdoganato definitivamente l’idea che la Bellana, con i suoi bassi fondali, sia destinata a ospitare le piccole barche dei livornesi.
È la dimensione a cambiare: il Consorzio nautico l’ha detto in tutte le salse che i 500 posti-barca immaginati dai tecnici di Palazzo Rosciano non sono sufficienti. Il motivo? C’è da spostare le («più di 500») barche più grandi che ostacolano la circolazione nei Fossi e, finché non sarà trovata una soluzione anche a quel problema, il “popolo delle barchette” non ci sta a far traslocare solo le barche dei circoli che stanno attualmente all’interno del Porto Mediceo («oltre 700»), dove si vuol costruire il porto turistico (ad uso di imbarcazioni medio-grandi, dunque di turisti). Anche lo studio dell’architetto Noli, commissionato da Comune e Authority, – ricorda Mantellassi – era arrivato a «stimare per la nostra città la necessità idi almeno 2mila nuovi posti barca»...
In effetti, il moletto sud previsto nei disegni dell’Authority ha un andamento abbastanza simile, salvo che quello ipotizzato nel progetto del Consorzio è un continuum che invece si aggancia tanto alla Vegliaia quanto al Nazario Sauro.
Cambierebbe la diga di ponente che ora chiude la darsena Morosini che accoglie i superyacht di Azimut Benetti: non più il “ricciolo” che guarda verso terra bensì una diga quasi parallela alla linea di costa, a protezione dei pontili ma con un corridoio per l’accesso alla darsena dei panfili.
Diversamente da altri progetti, stavolta l’idea-guida punta a evitare il conflitto con quel che già esiste a terra. Ad esempio, prevedendo una fascia di rispetto di 150 metri attorno allo Scoglio della Regina. Ad esempio, lasciando al loro posto i due stabilimenti balneari presenti nella zona (i Nettuno e gli ex Trotta, ora Tirreno). Ad esempio, con la realizzazione di un parcheggio a due piani (da oltre 800 posti) a ridosso del molo sud della darsena Morosini. Ad esempio, creando in questa zona un polo di manutenzioni della piccola nautica che raggruppi quelle finora sparpagliate un po’ qua un po’ là lungo tutta la geografia dei fossi.
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