Il Tirreno

Livorno

MOVIMENTO 5 STELLE: cassaintegrati Cil

Sos ex Ginori, accordo da rispettare

Sos ex Ginori, accordo da rispettare

«Provincia e Comune devono fare la loro parte di fronte all’azienda»

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LIVORNO. Provincia e Comune sono stati «coinvolti nello start-up dell'azienda» e «devono assumersi le proprie responsabilità ed intervenire a sostegno dei lavoratori». Come? «Chiedendo a Cil il rispetto dell'accordo e garanzie sulle prospettive future di questa nostra storica realtà produttiva». Il Movimento 5 Stelle va all'attacco sul destino dei lavoratori dell'ex Ginori. E strigliano i vertici delle istituzioni: «Riterremo Provincia e Comune pienamente corresponsabili degli scenari peggiori, se non dovessero intervenire con decisione a tutela dei dipendenti Cil».

La chiamata all'impegno riguarda – affermano – in primo luogo Palazzo Granducale, con il presidente Kutufà e l'assessore Anselmi («la Provincia è stata fra i firmatari dell'accordo del marzo 2013»), ma «sarebbe bene che anche l'assessore comunale Majidi contribuisse». Anche perché «nel marzo 2014 scadrà la cassa integrazione straordinaria».

Ci sono mille questioni aperte in questa vicenda ma adesso, come detto, secondo il M5S, gli occhi sono puntati soprattutto sull’accordo sulla cassa integrazione straordinaria per 12 mesi che nel marzo scorso l’azienda alla presenza di rappresentanti della Provincia. «L’azienda – dicono i grillini – aveva concordato con Rsa e segreterie sindacali di categoria, l'anticipo della cassa integrazione (Cigs) che poi, in seguito, le sarebbe stata rimborsata dall'Inps». Solo che, due mesi più tardi, ai lavoratori è stata recapitata «una raccomandata della proprietà, nella quale si spiegava che, viste le difficoltà economiche dell'azienda, era stato richiesto all'Inps di passare al pagamento diretto da parte dell'ente e che l'importo equivalente della Cassa Integrazione sarebbe stato erogato, sì dall'azienda, ma a titolo di prestito personale, dichiarando che il Tfr sarebbe stato considerato un deposito cauzionale, in attesa del primo assegno della Cassa Integrazione e far poi decidere alle maestranze se restituire il prestito erogato dall'azienda o considerare le somme precedentemente versate ai lavoratori come un anticipo del Tfr».

È un atteggiamento aziendale che il M5S giudica «illegittimo e, ovviamente, non conforme agli accordi presi». Anzi, il riferimento al Tfr lascia supporre che «non vi è alcuna volontà da parte della proprietà di mantenere il sito produttivo sul nostro territorio».

I grillini mettono l'accento su alcuni aspetti relativi allo smantella mento del sito produttivo dell'azienda che produceva isolatori. L'uno: «Pare che si stia tentando di vendere i macchinari ad un'azienda portoghese». L'altro: sembra che «si stiano importando pezzi dai paesi asiatici, con il marchio “Cil Italy”». Quanto basta per creare una situazione in cui «si metterebbe il brand italiano su pezzi di produzione cinese ed i mezzi per produrli nelle mani di un'azienda portoghese: alla faccia della competizione internazionale!». E giù una ulteriore sottolineatura che vale una preoccupazione: il M5S invita a «interrogarci sulla futura destinazione di quelle aree, ottime per una speculazione».

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