Il Tirreno

Livorno

Tares, è caccia ai 2 milioni non versati

di Federico Lazzotti

Il Comune doveva riscuotere 11,6 milioni di euro, in cassa ce ne sono 9,5. Per i ritardatari in arrivo sanzioni salate

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LIVORNO. Caccia ai 2 milioni di euro che ancora mancano all’appello dopo la scadenza della prima rata della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che da quest’anno ha mandato in pensione la vecchia Tia.

Degli 11,660 milioni di euro che il Comune di Livorno aveva messo in conto di riscuotere dai livornesi tra utenze domestiche e aziendali, infatti, all’ultimo conteggio effettuato ieri mattina dall’ufficio tributi, ne risultavano versati 9,5 circa l’83% del totale.

Vero è che il dato è parziale come ripetono dal Comune. «Siamo in attesa del dato definitivo - spiegano - l’ultima scadenza per il pagamento risale al 24 agosto, quindi i dati definitivi potremmo averli solo alla fine della prossima settimana».

La speranza di chi ha sotto controllo le casse del Comune è che durante questo lasso di tempo vengano accreditati almeno altri 500mila euro provenienti un po’gli F24 pagati nelle banche e da qualche ritardatario. «In questo modo - vanno avanti dall’ufficio tributi - verrebbero raggiunti i 10 milioni di euro, una cifra ampiamente in linea con le previsioni».

Facendo una proiezione rispetto al ricavo totale che il Comune aveva stimato e con due rate ancora da versare si arriverebbe a circa 30 milioni di euro, 5 in meno rispetto a quelli che l’amministrazione deve girare ad Aamps per la gestione del servizio dei rifiuti. «Nell’eventualità di un buco simile - spiega l’assessore Valter Nebbiai - siamo comunque coperti dal nostro fondo».

Insomma i soldi ci sarebbero ma è ovvio che gli amministratori hanno come obiettivo quello di metterci le mani il meno possibile, anche perché con la sospensione dell’Imu sulla prima casa i conti del Comune - se non arrivasse in fretta la copertura promessa dal Governo - a novembre potrebbero essere in bilico.

Ecco perché sfruttando la nuova veste della Tares, che rispetto alla Tia non è più una tariffa, dunque contestabile, ma si è trasformata in tassa, è già partito il piano B: andare a caccia di chi ancora non ha versato quanto dovuto.

Per quanto riguarda i titolari di aziende che non hanno pagato la prima rata alla scadenza del 24 agosto, scatta subito la messa in mora per omesso versamento, il che significa un aumento dopo 30 giorni del 30% in più.

Più macchinoso, ma non meno costoso per i destinatari, il percorso che riguarda le utenze domestiche. Chi non ha versato la tassa sui rifiuti, infatti, nei prossimi mesi, molto probabilmente ad inizio 2014, sarà raggiunto da una diffida con l’intimazione del pagamento. Se entro 60 giorni dalla notifica non si sarà messo in regola scatterà un aumento del 30% rispetto al totale a cui andranno aggiunte le spese di notifica e gli interessi di mora.

Da lunedì, dopo la corsa al pagamento delle settimane scorse con due rinvii e qualche intoppo per i ritardi nella postalizzazione degli F24, inizierà anche l’iter per i contribuenti che hanno diritto all’esenzione. Per tutti gli altri l’appuntamento è per il 31 di ottobre, scadenza della seconda rata della Tares, già recapitata, con la terza, a casa dei livornesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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