Il Tirreno

Livorno

Ecco l’ultima tranche di Porta a Terra

di Giulio Corsi

Pittarello firma un contratto per aprire entro fine 2014 e bussano Mc Donald’s e Burger King. Ma manca l’ok del Comune

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LIVORNO. Mentre le gru continuano a muoversi sui tetti degli insediamenti di Porta a Mare ormai quasi ultimati e le ruspe lavorano alle opere di urbanizzazione del Nuovo Centro, c’è un blocco della “vecchia” Porta a Terra che molti livornesi probabilmente avranno dimenticato - visto che da dieci anni è chiuso in un freezer del municipio - ma che forse nei prossimi mesi potrebbe avere il semaforo verde.

E’ il lotto di terreno che si trova tra le Torri e il circolo tennis della Libertas, davanti al Modigliani Forum. Lì, dove ora sorgono erbacce nascoste qua e là da una serie di manifesti pubblicitari, nei progetti di un tempo era previsto un parcheggio interrato con 140 posti, un edificio su due livelli di 2800 metri quadri totali e perfino un’altra torre, 5950 metri quadrati di superficie distribuiti su 12 piani.

I rendering che pubblichiamo in questa pagina mostrano chiaramente come dovrebbe esser completata la gigantesca opera urbanistica tra ferrovia e Variante pensata e trasformata in realtà a cavallo tra 2003 e 2004 dall’allora sindaco Lamberti.

Accadrà? A quanto pare il secondo semestre del 2013 potrebbe essere quello decisivo per lo sblocco di un ritardo di cui l’amministrazione è responsabile solo per la parte finale (gli ultimi 4 anni). «E’ in istruttoria la pratica per l’approvazione del piano attuativo di Porta a Terra per le opere che non sono state completate», conferma Bruno Picchi. L’assessore all’urbanistica aggiunge poi: «Niente si modificherà del vecchio piano». Chiaramente l’atto, essendo scaduto, dovrà essere riadottato e riapprovato dal consiglio comunale, con tempi tecnici che non potranno non richiedere mesi.

In realtà già l’anno scorso pareva che potesse essere l’anno decisivo per sbloccare la situazione. Non è un caso che risalga al 7 settembre 2012 un contratto preliminare tra l’imprenditore Carmelo Vasile, proprietario di buona parte di quel terreno, e Pittarello, noto marchio di calzature acquisito due anni fa dalla holding della famiglia Benetton.

Nell’operazione che nel 2011 aveva portato all’acquisizione della maggioranza di Pittarello da parte dei Benetton c’era anche un piano di raddoppio dei punti vendita e tra questi uno era previsto anche a Livorno. La società veneta aveva scelto Porta a Terra per il suo sbarco in città, firmando appunto un contratto con Vasile con la previsione di un’apertura entro il settembre 2014, che potrebbe portare tra i quindici e i venti posti di lavori. Ma i tempi rischiano di slittare. E il contratto di diventare carta straccia.

Vasile conferma, senza polemica. «E’ vero, c’è questo contratto con Pittarello, condizionato però affinché in un certo periodo si arrivi al dunque. In questi anni abbiamo avuto diversi contatti, ma i ritardi che si paventavano li hanno fatti saltare tutti».

L’imprenditore tuttavia è ottimista. «Stavolta spero davvero che ci siamo - dice -. L’assessore Picchi è stato molto disponibile con noi. Per tirare su l’edificio basterebbero dieci mesi, dunque anche partendo a gennaio 2014 riusciremmo a rispettare i tempi e Pittarello potrebbe aprire magari a fine anno prossimo».

Per adesso la costruzione della nuova torre resterebbe solo un progetto sulla carta. «Non ci sono le condizioni - spiega Vasile -. Realizzeremmo in un primo tempo l’edificio di Pittarello, al cui primo piano potrebbe nascere una palestra, e poi un altro fabbricato per il quale abbiamo avuto in passato contatti sia con Burger King che con Mc Donald’s. Una volta commercializzati quelli potremmo finanziare la costruzione della costruzione della torre. E’ chiaro - aggiunge - che dobbiamo parlare al condizionale perché stiamo aspettando la riadozione del piano. Spero che la questione possa esser messa all’ordine del giorno nei primi consigli comunali di settembre. Si tratta di decine di posti di lavoro che l’apertura di Pittarello e quella eventuale di un fast food porteranno in città. E poi sarebbe lavoro anche per noi e per l’indotto dell’edilizia».

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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