Il Tirreno

Livorno

«È la sconfitta di chi tifa contro»

«È la sconfitta di chi tifa contro»

L’assessore contro l’ex collega di giunta (Toncelli) e gli ex compagni di partito (Sel)

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LIVORNO. L’assessore Maurizio Bettini proprio non ci sta a farsi mettere sulla graticola dall’ex compagno di giunta (Cristiano Toncelli, vicesindaco per poco più di un anno con la maglietta Idv) e dagli ex compagni di partito (i vendoliani di Sinistra Ecologia Libertà). E se inizialmente si limita ad alzare una cortese cortina di “no comment” davanti al taccuino, poi di fronte al cronista che gli riferisce nel dettaglio il fuoco incrociato di accuse, ecco che la voglia di reagire ha il sopravvento.

«Il punto politico è un altro. Ce le hanno dette di tutte. Avevano tutti scommesso sul fatto che non ce l’avremmo fatta, invece – dice l’assessore – ora fanno finta di dimenticarsene. E saltano fuori a dire che questo non va o quello non va: ma semplicemente perché il fatto che ci siamo riusciti li ha spiazzati e cercano qualcosa al quale attaccarsi dopo aver sbagliato le valutazioni». Poi aggiunge: «C’erano difficoltà di bilancio, appena è stato possibile risolverle abbiamo dato il via all’iter per realizzare concretamente il progetto. Non è più una discussione o una volontà politica, siamo alla concretizzazione».

Il tam tam via social network dell’ex vicesindaco insiste sul fatto che il progetto iniziale di Bettini è stato stravolto e ora tutto si limita a qualche ritocchino in piazza Grande? «Lo dica dov’è differente, lo spieghi punto per punto», ribatte Bettini. «Certo, – tiene a mettere in evidenza l’esponente politico che in giunta ha la responsabilità della mobilità urbana – è stato modificato rispetto all’ipotesi iniziale che aveva portato a un durissimo scontro politico dentro la maggioranza e, dunque, ovviamente a una mediazione fra le parti in campo. Poi il progetto è rimasto in buona sostanza quello che è stato successivamente messo a punto: devo dire, anzi, che è stato semmai migliorato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza che ha consentito un’attenzione specifica alla qualità e alla tipologia dei materiali».

A chi gli chiede il perché della scelta delle palme, Bettini ribadisce di «non essermi occupato personalmente di scegliere su che tipo di albero puntare». Ma precisando che non lo fa per nascondersi dietro un dito: «In piazza Grande esistono già due palme di fronte al Palazzo Grande, nella definizione degli spazi della piazza secondo una logica di simmetrie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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