Il Tirreno

Livorno

Servizio civile, chance per 79 giovani

Opportunità per un anno con un compenso di 433 euro al mese. Esclusi due progetti del Comune e uno della Provincia

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LIVORNO. La Regione mette in pista una sfilza di opportunità per i giovani toscani con un'età compresa fra 18 e 30 anni, sia ragazzi che ragazze: si tratta dell'ultimissima edizione del pacchetto di progetti del servizio civile regionale. Complessivamente le chance in pista sono più di duemila su scala regionale secondo il bando "Giovanisì" (che comprende anche altri aspetti relativi ad esempio alla casa e allo studio): a Firenze, in questi giorni, è stato dato ufficialmente il timbro del via alla lista dei progetti ammessi che erano stati presentati dalle varie associazioni e dai vari enti inseriti nell'albo regionale di settore.

Non è una novità l’esperienza del servizio civile regionale: nasce sulla scia di quello nazionale e delle motivazioni solidaristiche di impegno civile che, prima dell’abolizione della leva obbligatoria, erano il patrimonio di chi sceglieva di fare l’obiettore di coscienza per impegnarsi in favore del prossimo.

È da dire che, con il tempo (e con la crisi economica), alle regioni etiche si è aggiunta la volontà e il bisogno di tanti giovani di guadagnare qualcosa: non si tratta di un posto di lavoro e dura solo un anno ma per molti è sempre meglio che star lì alla finestra a non far nulla; e se è vero che non c’è uno stipendio effettivo, può comunque essere utile poter disporre di un rimborso spese di 433 euro al mese . Non solo: il contatto con realtà di disagio sociale o di impegno civico possono far maturare anche una diversa consapevolezza in tanti ragazzi e ragazze...

Nel nostro territorio i posti in ballo sono poco meno di una ottantina. In realtà, il numero è ancora da definire esattamente. Da un lato, alcuni dei progetti che coinvolgono la nostra città sono in tandem con altri territori toscani (come quello della Caritas Toscana o quello dell'Aism, ad esempio); dall'altro, una folta rappresentanza di soggetti - come l'Arci, come il mondo della cooperazione, come la Confraternita delle Misericordie, solo per dirne alcuni - ha preferito presentare progetti di rango regionale, dei quali occorre vedere poi la ricaduta in fatto di presenza sul nostro territorio: non è da escludere, dunque, che alla fine almeno un centinaio di giovani siano impegnati in progetti di servizio civile fra Livorno e dintorni. A titolo di esempio, vale la pena di segnalare che nel tabulato regionale l’Unione italiana ciechi e ipovedenti compare con il progetto del proprio consiglio regionale denominato “Help un anno insieme per imparare a aiutare”: vengono indicati 10 posti disponibili. È grazie a una nota ufficiale della sezione livornese dell’Uic che si può capire che a Livorno è assegnato un posto.

Come vedete dalla tabella qui a fianco: i progetti riguardano una galassia di realtà del mondo del volontariato assai conosciute come la Svs Pubblica Assistenza, come l'Associazione sclerosi multipla (Aism), come il Centro Mondialità, come l'Anffas, come la Caritas Toscana, come l'Unione italiana ciechi. Ma non è da trascurare il tris di progetti sotto il segno del Palazzo di Giustizia: 18 posti da dividere fifty-fifty fra Tribunale e Procura. L'uno ha in cartellone un progetto per avvicinare la giustizia ai cittadini grazie alla tecnologia (con la dematerializzazione degli atti sarà possibile renderli più accessibili agli utenti), l'altra mette in cantiere due programmi che hanno come obiettivo la digitalizzazione del fascicolo penale e l'informatizzazione degli archivi.

Attenzione, però, che sono rimasti al palo alcuni progetti presentati dagli enti alla Regione: da una prima lettura emerge che fra quelli tagliati fuori figurerebbero anche due progetti del Comune di Livorno e uno della Provincia. Per il Comune non ce l’hanno fatta a essere inseriti fra i progetti accolti i progetti “Giovani per la comunicazione e lapartecipazione attiva” (3 posti) che ne ha totalizzati 39 e “La digitalizzazione dei beni fotografici, bibliografici e multimediali” (7 posti) che ha ne ottenuti non più di 35. Per la Provincia il progetto portava la firma del Museo di storia naturale del Mediterraneo e aveva a che fare con l’educazione ambientale (4 posti): i 39 punti ottenuti non sono stati sufficienti. visto che in questo campo ne servivano almeno 43.

Non sono gli unici enti locali a subire lo smacco di una bocciatura: anche il Comune di Prato o quello di Cecina hanno visto escludere propri progetti. Ma nel solo settore generale ci sono almeno 46 progetti di vari municipi toscani che hanno ottenuto la possibilità di utilizzare i giovani del servizio civile. Senza contare che in passato lo stesso Comune di Livorno ha utilizzato decine e decine di ragazzi attraverso questo canale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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