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Livorno

I sindacati insoddisfatti «Neanche un posto Ata»

I sindacati insoddisfatti «Neanche un posto Ata»

Cgil, Cisl, Uil e Cobas contestano il piano di immissioni deciso dal governo La beffa: tra i nuovi assunti una serie di 55enni vicini alla pensione

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LIVORNO. 58 posti sono caduti a Livorno tra le 11.268 assunzioni nel mondo della scuola a cui il governo ha dato il via libera nel consiglio dei ministri di venerdì. I loro nomi - che pubblichiamo nel colonnino qua a fianco - sono stati pubblicati sul sito del provveditorato e dovranno presentarsi secondo le date indicate per l’accettazione della nomina. Ma la novità non soddisfa i sindacati. Che anche in città si dicono poco convinti, soprattutto perché tra quegli 11.268 e tra quei 58 livornesi non c’è personale Ata, cioè non docente.

«La mancata autorizzazione all’assunzione di 3500 Ata penalizza in modo ingiustificato un’area professionale indispensabile al funzionamento della scuola», sottolina Paola Colorà, segretario Cisl scuola Livorno. «Nuovi ruoli sono sempre ben accetti, ma in queste dimensioni risultano insufficienti ai reali bisogni del mondo della scuola. Soprattutto però il problema è sul fronte Ata, visto che le assunzioni in atto sono relative all’anno scorso. Vogliamo sottolineare che si tratta di figure essenziali per il funzionamento dell’istituzione scuola. Serve un nuovo piano triennale, per la copertura con contratti a tempo indeterminato di tutti i posti di cui la scuola ha bisogno per funzionare».

Tra gli insegnanti neoassunti ci sono giovani classe 1980, con due record di gioventù, Gaia Romani, classe 1984 e Antonia Sirio classe 1985. Ma ci sono anche diversi prof nati negli anni Cinquanta, che tra poco potrebbero andare in pensione... Assunti a un passo dalla fine della carriera. Sembra una beffa, «ma nella scuola ormai è una triste abitudine», puntualizza Claudio Galatolo, segretario regionale Cobas.

«D’altra parte basta pensare al caso del professor Braccini dell’Iti - ricorda Galatolo -. Venne assunto due mesi prima di andare in pensione...».

Anche i Cobas sull’infornata di assunzioni sono freddi: «E’ una goccia nel mare - dice Galatolo - che rimpiazzerà neanche completamente chi è andato in pensione. Soprattutto però la mancata immissione a ruolo di personale è un fatto intollerabile che ci convince ancor di più che questo governo non sta lavorando sulla scuola, come confermano tra le altre cose il blocco degli stipendi anche per il 2014 e degli scatti».

«I numeri sono quelli che conoscevamo - dicono in Cgil e Uil - ma mancano i posti Ata per il problema dei docenti inidonei che dovrebbero passare in altro ruolo senza averne però né attitudine né propensione fisica».(g.c.)

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