Il presidio
È morta Licia De Sanctis chef internazionale
Livornese di adozione, aveva lavorato anche per il re dell’isola di Tonga Da qualche mese era gravemente malata, oggi il funerale al cimitero dei Lupi
LIVORNO. Si è spenta dopo mesi di malattia a sessant’anni Licia De Sanctis, famosa chef italiana balzata agli onori della cronaca per aver lavorato per un anno nell’isola di Tonga, avendo come cliente anche la famiglia reale.
Marchigiana di nascita, livornese di adozione, Licia era cresciuta in una famiglia molto tradizionale con tanto di padre militare. Lei però era uno spirito ribelle. Si era sposata presto, aveva divorziato e contro il volere dei genitori non si era laureata in legge ma aveva scelto di fare la cuoca: prima a “La pietra serpentina” (locale storico delle estati romane al Testaccio), poi una “fuga” in India. Dopo due mesi era tornata in Italia e all’Elba (dove ha lavorato al Giamaica e da Zucchetta) aveva incontrato il suo secondo marito nonché grande amore della sua vita: Corrado Bendinelli, che a Livorno è stato consigliere comunale per i verdi dal ’92 al ’95.
La vita di Licia è degna di un romanzo di avventure, oltre al lavoro come chef in diversi ristoranti, fa catering per famiglie nobili conoscendo anche i marchesi Frescobaldi e ancora: fa la direttrice in una sorta di collegio femminile, lavora alla scuola di perfezionamento per alti gradi di polizia e conosce Scalfaro, e poi ancora Livorno al Calafuria... la lista è infinita.
Una cosa però è certa: Licia era una vera chef. I suoi genitori la sognavano avvocato, ma la sua strada era senza dubbio quella di difendere i diritti dei buongustai. E lei l’ha fatto, con orgoglio e talento, senza mai “mandarla a dire” a nessuno. Nell’ultimo periodo, prima di ammalarsi, lavorava per diversi catering e per l’Hotel Villa Elisa.
Schietta, energica e sempre curiosa – come la descrivono gli amici – proprio a gennaio in un’intervista al nostro giornale aveva raccontato come, a cinquant’anni e senza sapere una parola d’inglese, aveva deciso nel 2001 di andare a vivere per un anno a Tonga, lavorando come chef nel ristorante dell’isola. Un’avventura decisa d’istinto che aveva cambiato la sua vita tanto che affermava: «Tra un anno finisco di pagare il mutuo, prendo bagagli e famiglia e mi trasferisco in Nuova Zelanda. Così posso anche andare a trovare i miei amici di Tonga e torno ai ritmi di allora con più tempo per pensare e tante sovrastrutture inutili. Il troppo imprigiona».
Non ce l’ha fatta a realizzare il suo sogno, poco dopo l’intervista Licia ha scoperto di essere malata e l’energia investita nel poter realizzare il sogno di ritornare nel “Regno degli Amici” (così definiva Tonga) si era dovuta trasformare in forza per combattere.
Licia ha perso, «ma lascia dietro di sé un ricordo indelebile – dicono gli amici – Chiunque l’abbia conosciuta non è mai rimasto indifferente davanti ai suoi curiosi occhi castani. Licia era un vulcano, diretta, inarrestabile. Una persona buona, con il coraggio di osare».
«I compagni di via Pieroni – aggiungono – si stringono attorno alla famiglia e abbracciano Corrado »
L’ultimo saluto a Licia è previsto nel pomeriggio di oggi alle ore 16 al cimitero dei Lupi al tempio di cremazione.
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