Il presidio
Piazza della Repubblica: rapinato in casa della squillo
Va con la lucciola in un’abitazione del centro della città ma a un tratto spuntano due complici e l’arma: tre arresti
LIVORNO. Un rapporto con una prostituta si trasforma in una rapina. Il cliente pensa di trascorrere un momento di svago con una squillo, a casa di lei, nella zona “calda” di piazza della Repubblica, invece sul più bello spuntano due complici, una donna e un uomo: quest’ultimo sfodera un coltello e glielo punta contro. Questa è la versione della vittima: secondo il suo racconto, l’aggressione finisce con i tre che gli svuotano il portafoglio. Ma lui non si dà per vinto: scappa e chiama la polizia, che interviene rapidamente. I tre sono ancora in quella casa. Il cliente li riconosce e scattano tre arresti per rapina aggravata, convalidati dal pm Giuseppe Rizzo, che sta coordinando le indagini.
Un brutto episodio, ancora tutto da chiarire, successo nel quartiere centrale della città, spesso teatro di episodi di microcriminalità. Tutto inizia tra le 4 e le 5 quando il cliente, un giovane tunisino, incrocia in piazza della Repubblica una squillo ventenne. Il nordafricano decide di avere un rapporto con lei e i due si accordano per una prestazione da 70 euro, che lui le consegna in anticipo. Salgono in casa e stanno per cominciare l’incontro intimo quando sbucano due persone, un livornese di 33 anni e una donna sulla quarantina. Il tunisino capisce subito che i tre sono d’accordo. Più violento si dimostra l’uomo, che punta il coltello alla vittima e poi gli svuota il portafoglio, che contiene a detta del cliente diverse centinaia di euro. Il tunisino resta ferito a un dito, ma riesce a scappare. Appena uscito di casa chiama la polizia che interviene con le volanti. Per i tre scattano le manette mentre la casa viene perquisita: spuntano i 70 euro e il coltello (sequestrati) ma non il bottino sottratto dal portafoglio. Ora la magistratura sta indagando sul caso: ci sono alcune cose che non tornano. Perché la squillo avrebbe fatto una rapina, rovinandosi la piazza? Il tunisino conosceva già i suoi aggressori? Che fine hanno fatto i soldi del bottino? Tutte domande a cui il lavoro della magistratura cercherà di dare risposta.
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