Italia
Intrappolata nella casa che brucia: salva
Prigioniera tra le fiamme, la tirano fuori in extremis i vigili del fuoco dalla finestra. Il rogo nato da un pc acceso sul divano
LIVORNO. Un abbraccio ha salvato la vita a Ludovica. La ragazza, 21 anni, è affacciata alla finestra della sua casa, al secondo piano, con la testa e il busto protesi verso l’esterno nel tentativo disperato di recuperare un po’ d’aria pulita e sfuggire così all’inferno di fuoco e fumo che si sta scatenando in casa. Le sue braccia, tese verso l’esterno, vengono intercettate dai vigili del fuoco, che riescono a arrivare a tempo record in via Franchini e a salvare la giovane dal rischio di soffocamento. Un pompiere la prende in braccio, la sistema nel cestello dell’autoscala e la porta a terra, dove l’aspettano decine di cittadini, scesi in strada col fiato sospeso. Intanto in casa brucia tutto: a far scatenare l’inferno, un pc attaccato alla corrente e adagiato su un divano al piano di sotto della casa.
Un salvataggio, ieri mattina alle 10 ad Ardenza, che ha fatto sospirare tutto il quartiere e gran parte della città. Una serie di “coincidenze” fortunate, pur nel dramma, hanno salvato la vita alla studentessa. Protagonista Ludovica Di Giorgi, che con la famiglia abita in una palazzina ristrutturata nella luminosa strada di Ardenza, la stessa dove ha sede la caserma dei carabinieri, subito intervenuti. Sono circa le 10 quando Paolo Formichi, che vive al piano terra dello stesso mini condominio, sta parcheggiando l’auto sotto casa. «Ero tornato a prendere una cosa - racconta - quando ho notato del fumo uscire dalla finestra al primo piano. A quel punto ho chiamato il 115». Una telefonata essenziale perché nell’abitazione, che sorge su due livelli, Ludovica è sola e non si è accorta di nulla: sta riposando al piano superiore. Nella casa adiacente a quella che brucia (non coinvolta dal rogo) c’è un giovane, ma anche lui dorme. Poi verrà svegliato e messo in salvo. Gli altri residenti, ricevuto l’allarme, scendono in strada. Uno di loro avverte il babbo di Ludovica che tempestivamente chiama la figlia al telefono. E questa è la seconda chiamata fondamentale per la salvezza della ragazza. Seguono minuti di panico. La 21enne d’istinto apre la porta della sua stanza, ma viene investita da un fiume in piena di fiamme e fumo nero. Nel giro di pochi istanti la sua stanza diventa una camera a gas a causa del cosiddetto effetto camino, che spinge il calore verso l’alto.
La temperatura è così incandescente che il solaio comincia a traballare. Al piano di sotto, infatti, il fuoco ha ridotto tutto in cenere. Del divano resta solo lo scheletro, distrutti il pianoforte e tutti i mobili. Le pareti sono nere e il solaio instabile: i pompieri, coordinati dall’ingegnere Fabio Bernardi, estinguono il rogo e poi dichiarano inagibile l’appartamento. Ludovica intanto viene presa dalla Svs e portata all’ospedale: è intossicata ma non rischia la vita.
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