Il Tirreno

Livorno

«Riparto da zero puntando sulla danza e su me stessa»

di Ludovica Monarca
«Riparto da zero puntando sulla danza e su me stessa»

La storia di Veronica, licenziata a marzo dopo 14 anni «Apro una scuola insieme ad altri sei amici, ora sono felice»

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LIVORNO. Sono ancora tante le segnalazioni e le storie che continuano ad arrivare in redazione. E-mail che raccontano una Livorno che non si arrende e che sceglie di scommettere in questo territorio nonostante il difficile momento economico. Storie di coraggio e di imprenditoria, storie come quella di Veronica Sarti, 35 anni, capace di ritrovare la forza e l’energia necessarie per lanciarsi in una nuova attività dopo il licenziamento.

«Ho perso il lavoro lo scorso marzo dopo 14 anni come impiegata in uno studio notarile – racconta Veronica – I miei superiori sono stati costretti a licenziarmi, vista la crisi e il lavoro che diminuiva ogni mese. Per me è stato molto doloroso e ho passato un periodo di forte depressione, poi un giorno ho detto basta». Veronica è riuscita a trasformare quel momento di profonda tristezza e incertezza («anche grazie al supporto della mia famiglia e dei miei amici», sottolinea) in un’occasione di rinascita. «Dopo aver pianto tanto ho cominciato a pensare a ciò che erano i miei sogni di bambina, quello che mi rendeva felice e subito ho capito quello che dovevo fare: aprire una scuola di danza». Veronica, fin da quando aveva 7 anni, ha seguito corsi di danza e, in maggiore età, ha fatto anche parte di diverse compagnie di ballo esibendosi sia a livello regionale che nazionale. «Poi a 21anni ho trovato lavoro come impiegata, qualche anno dopo mi sono sposata e ho avuto due bambini – racconta – Ero felice di potermi dedicare alla famiglia e di avere un lavoro “più stabile”, ma la danza è sempre rimasta nel mio cuore».

Grazie ai soldi della liquidazione e al supporto dei genitori e del marito Veronica ha così deciso di intraprendere una nuova avventura e a settembre inaugurerà ufficialmente la sua scuola “Oltredanza” in via degli Acquedotti 30. «È stato più difficile scegliere il nome che trovare il fondo – dice – Mi sono subito innamorata di quello spazio semplice, pieno di luce con un bel cortile al suo ingresso. Voglio una scuola di danza tradizionale nel “look”, ma innovativa. Voglio che i clienti si sentano come in una seconda casa, uno spazio creativo in cui i giovani possano anche costruirsi un futuro. Per questo l’ho chiamata Oltredanza. E anche perché – continua – Questa avventura non ha aiutato solo me, ma anche mio padre che dopo aver subito un’operazione aveva bisogno di un progetto in cui buttarsi. L’idea della scuola di danza in un certo senso ci ha salvato entrambi, io non finirò mai di ringraziare la mia famiglia».

Corsi di pilates, danza classica, moderna, hip hop, break dance, yoga e bosu balance trainer, teatro, ma anche corsi propedeutici per bimbi di danza, canto e classi dedicate ai più anziani e in più Veronica con la sua scuola darà lavoro anche ad altre 6 persone. «Sono tutti miei vecchi amici o conoscenti del mondo della danza, persone non solo competenti e sempre aggiornate, ma esseri umani con i quali condividono una visione di vita e di lavoro – spiega Veronica – per questo li ho scelti come istruttori della scuola: Dalia Novelli, Mara Sardi, Irene Cosci, Luca Ruiu, Edoardo Bacchelli, Valentina Borghini e Olivia Magonzi, voglio ringraziare anche loro».

È entusiasta Veronica, al punto che non vede proprio l’ora di cominciare. «L’inaugurazione ufficiale di sarà il 15 settembre, ma le iscrizioni ai corsi inizierà già dal 2, sono felicissima. Ho pagato la crisi in prima persona, ma so che sto facendo la cosa giusta puntando su di me e le mie qualità e su persone che hanno il mio stesso pensiero. “Oltredanza” sarà anche questo: un luogo in cui sfogarsi e rinascere, in cui guardare al futuro formando nuove generazioni, ma non solo».

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