Il Tirreno

Livorno

Provincia, destra all’attacco «Dribblato il consiglio»

di Giorgio Carlini
Provincia, destra all’attacco «Dribblato il consiglio»

Pdl e Fdi: variazione-blitz (da 5 milioni) sul bilancio subito dopo l’ok in aula Kutufà e assessore al contrattacco: polemica assurda, sono nuove entrate

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LIVORNO. «C'è stata una profonda mortificazione del consiglio provinciale e delle commissioni». Non usa mezzi termini Alessandro Corsinovi, durante la conferenza stampa organizzata dai membri delle opposizioni a Palazzo Granducale (con lui i colleghi del Pdl Massimo Malanima, Benito Gragnoli e Maria Grazia Angeli, oltre a Pietro Carabellese di Fratelli d'Italia).

Sotto la lente di ingrandimento sono finite le due variazioni al bilancio 2013, per un valore di oltre 5 milioni e mezzo di euro, approvate dalla giunta tra fine luglio e inizio agosto. Gli esponenti del centrodestra parlano di «irregolarità» negli atti perché approvati senza la discussione in consiglio e senza il parere dei sindaci revisori della Provincia.

«La cosa strana – sottolinea Corsinovi – è che la giunta ha approvato le variazioni appena tre giorni dopo l'ok al bilancio in consiglio». Gli atti sono stati adottati in via di urgenza, elemento che ha permesso di "bypassare" il consiglio stesso. «Ma leggendo le delibere – accusa Carabellese – non si capisce dove siano gli elementi di urgenza e straordinarietà».

Ma non è tutto. Ieri mattina era in programma la seduta della commissione garanzia e controllo, che avrebbe dovuto far luce sulla questione. «Ho convocato il gruppo – dice Gragnoli, presidente di commissione – per decidere se ascoltare l'assessore di riferimento o il segretario generale. Ma i consiglieri del Pd non si sono presentati, facendo mancare il numero legale e impedendo così alla commissione di svolgere il ruolo per cui è stata creata». Gli fa eco Malanima, capogruppo Pdl: «È assurdo che lo strumento di garanzia e controllo si trovi alla mercé della maggioranza».

Immediata la replica dell'amministrazione provinciale. «Gli atti – replica l'assessore Laura Marconcini – si riferiscono a accertamenti di nuove entrate per finanziamenti aggiuntivi, provenienti da Regione e Unione Europea». Le due variazioni riguardano un milione di euro di maggiori entrate destinate alla formazione per agevolare il ricollocamento dei lavoratori del progetto Feg-De Tomaso e 4,5 milioni per finanziamenti di progetti comunitari già in atto e dei centri per l'impiego. Dov’è l'urgenza? Marconcini fa notare «la necessità di rendere subito disponibili le somme e poter effettuare i bandi per l'espletamento dei servizi». Per le variazioni approvate dalla giunta «non è necessario il parere dei sindaci revisori, obbligatorio invece per l'approvazione in consiglio».

«Nessuna forzatura o illegittimità», chiosa il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà: «Non c'è stata alcuna variazione di spesa o cambio di destinazione di risorse. Si tratta solo di accertamenti di nuove entrate, perciò ritengo fuori luogo la polemica delle opposizioni».

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