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Livorno

L’impresa non molla Più grinta contro la crisi infinita

L’impresa non molla Più grinta contro la crisi infinita

Centro studi Cciaa: emerge la voglia di non arrendersi ma la mancanza di denaro fresco rischia di creare guai

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LIVORNO. No, non c’è nessuna bacchetta magica che scacci via la crisi economica ma l’ultima indagine del Centro studi della Camera di commercio ha intercettato una svolta sulla scia di una serie di indagini avviate fin dalla primavera dello scorso anno in tandem con Unioncamere Toscana: «Rispetto al 2011 l’atteggiamento delle imprese di fronte alla crisi è divenuto finalmente più reattivo, più propositivo, più fattivamente progettuale»: in calo netto la percentuale delle aziende che reagiscono semplicemente rintanandosi in strategie attendiste che mirano principalmente ad arginare i guai contenendo le perdite(«compressione dei margini, razionalizzazione dei costi, roduzione della quota di attività realizzata per il magazzino, riduzione del personale e della gamma di prodotti e servizi offerti»).

Certo, un qualche affanno c’è: la strada della ricapitalizzazione dell’azienda con mezzi propri è stata intrapresa da meno dell’8% delle imprese nella nostra provincia.

Insomma, come dicono i ricercatori del centro studi «le criticità sul fronte della liquidità restano alte» ma, al tempo stesso, sembra che si voglia resistere con le unghie e con i denti: l’idea di abbandonare alcuni mercati di sbocco è stata trasformata in operatività da meno del 6% delle aziende prese in esame, meno della media regionale. Non resta che cercare di galleggiare: «quasi il 95%« delle aziende si limita a produrre sulla base di specifici ordinativi, vade retro l’ipotesi di destinare l’attività al magazzino.

È vero – afferma il direttore Renzo Pratesi presentando la ricerca – che è aumentata la percentuale di imprese che hanno il fatturato in calo eppure, a paragone con il resto della Toscana, c’è un tentativo di darsi una scossa di ottimismo o quantomeno di non veder solo nero. Si pensi che «la maggior parte delle aziende pensa di mantenere i ricavi sui livelli del 2012» ed è la provincia toscana dove più alta è la percentuale di imprese che nel 2012 hanno investito». Ma, se il 92% delle ditte conta di salvaguardare la propria occupazione, Livorno è tuttavia l’unica provincia dove «nessuna impresa prevede di aumentare il personale».

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