Il Tirreno

Livorno

 

Ai genitori l'illusione del controllo

Quello che i genitori non sanno sta ovunque, nei gruppi chiusi di Facebook ma anche nei profili aperti dei giovanissimi più ingenui o più guappi

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L'Angelo azzurro è un cocktail che stende, l'Invisibile va per la maggiore, il Sex on the Beach fa adulto solo a pronunciarlo. L'erba è la solita erba di sempre e naturalmente gira, anche a scuola, persino in terza media, figuriamoci a un party in piena estate. Quello che i genitori non sanno sta ovunque, nei gruppi chiusi di Facebook ma anche nei profili aperti dei giovanissimi più ingenui o più guappi; sta nelle chiacchiere al telefono con mezze parole mangiate e tutta una conversazione che è un sussurro, nell'aria complice dei gruppetti di adolescenti al supermercato e nelle piazzette.

E sta oltre i cancelli, oltre le porte a vetri oscurati, oltre i tornelli dei locali e delle feste “per minorenni” (ma quasi mai esclusivamente per loro) davanti ai quali padri e madri depositano figlie e figli a volte appena teenager per poi tornare prelevarli a orari sempre più impossibili, disposti al sacrificio in cambio dell'illusione del controllo. Come se là dentro, dove la musica va forte e i piccoli giocano a fare i grandi, ci fosse un collegio svizzero sorvegliato da inflessibili guardiani della morigeratezza. Vedono tutto un altro mondo questi padri e madri convinti di sapere per filo e per segno cosa accade quando la prole saluta e entra nel gruppo, felici di essere ingannati pur di non ammettere che per i pargoli sta cominciando l'età delle trasgressioni. Fisiologiche se non si chiudono occhi, si vigila ma senza cadere nella trappola del proibizionismo esasperato, rischiose se prevale il negazionismo così che alcol e fumo diventano segreti e bugie di ragazzini incapaci di gestire lo sballo.

Bevono i giovanissimi e la certezza diffusa del “tutti meno mio figlio” non aiuta a togliere tutti questi bicchieri di troppo di mano agli under 16. E i locali? I locali, quelli ai quali i genitori affidano la salvaguardia dell'astinenza dei propri figli, devono pur accontentare il cliente e cercano di barcamenarsi tra il rispetto della legge e il business. Comunque nel prezzo del biglietto è quasi sempre inclusa la consumazione, e raramente si tratta di succo di frutta. Insomma, che mamma e papá fuori dai cancelli, diligentemente in fila alle due di notte con i cellulari in mano nel ruolo di autisti, lo sappiano o no, a queste feste, in queste pseudo discoteche dove si accalcano gli adolescenti, l'alcol non manca. Perché lo servono a tutti, perché anche se non lo servono ai minorenni c'è sempre qualche maggiorenne disposto a far da tramite e poi al limite qualcosa da bere ci si porta "da fuori". A 14-15 anni, sedotti da una moda che si sa ma non si dice: bambini che giocano con il fuoco .

Cristiana Grasso

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