Ex Atl, 4 su 10 lavorano meno di 255 giorni all’anno
Fontana: «Siamo sotto lo standard regionale». Così è scontro sull'integrativo L'azienda chiede di fissare una soglia di presenze. A rischio 300 euro al mese
LIVORNO. Quattro dipendenti su dieci lavorano meno di 255 giorni all'anno. «Siamo sotto lo standard regionale», dice il presidente Alfredo Fontana. Così tra azienda e sindacati si apre il conflitto su chi abbia o meno diritto all'integrativo. Non briciole, ma qualcosa come 300 euro in più in busta paga ogni mese.
L'azienda non è una realtà qualunque: è l'ex Atl, società pubblica che gestiva i bus livornesi e che è entrata a far parte della Compagnia toscana trasporti (Ctt) insieme a Cpt di Pisa, Clap di Lucca e altre società private come Lazzi (Firenze) e Cap (Prato).
Il dato sulle assenze è saltato fuori mentre è in corso una delicata trattativa sul contratto integrativo dei 450 ex Atl, ora appunto lavoratori della Ctt, che ne raccoglie 1200. Da tempo, per la verità, si parla della necessità di uniformare l’integrativo nella nuova “aziendona”. Il contratto di secondo livello livornese è scaduto nel 2011 ed è stato prorogato fino 31 luglio di quest'anno. Sindacati e azienda, però, non hanno ancora raggiunto un accordo, così dopo alcuni passaggi in prefettura la scadenza è stata spostata al 30 settembre.
Sul piatto c'è una quota fissa in busta paga: 109 euro al mese. E una variabile: 7,75 euro per ogni giornata lavorata. «Le vecchie 15mila lire – ricorda Alessio Bernini (Filt Cgil) – sancite da accordi di fine anni Ottanta».
«Fino a oggi – interviene – questa parte non era mai stata messa in discussione, ma ora l'azienda ci chiede di legarla a fattori variabili». Ovvero? «Integrativo solo per chi lavora più di 255 giorni all'anno. Sotto questa soglia niente».
«Ma qui – mette le mani avanti il sindacalista – l'assenteismo non c'entra. Solo un esempio: chi usufruisce della 104 (ovvero la legge che garantisce congedi particolari per gravi motivi familiari, ad esempio per aiutare un parente disabile) ha diritto a 3 giorni di assenza al mese. In fondo all'anno fanno 36. Considerando che i giorni lavorativi sono 272, l'azienda chiede di fatto a questi dipendenti di scegliere tra l'integrativo e la cura dei propri cari».
«La storia della 104 – replica a distanza l'ex presidente Atl, oggi presidente della Ctt, Alfredo Fontana – mi sembra una strumentalizzazione. I giorni lavorativi sono 272, al netto di ferie e permessi: ne restano quindi un’altra ventina. L'azienda non vuole togliere soldi a nessuno, ma incrementare la produttività e premiare chi lavora».
«Quello dei 255 giorni – riprende Fontana – è il tetto previsto dalla Regione Toscana per calcolare i costi standard, anche in vista della futura gara regionale per il trasporto pubblico. Qui siamo ben al di sotto dello standard regionale, altrimenti non avremmo aperto un conflitto sindacale. I dati – riferisce – dicono che un 40 per cento abbondante dei dipendenti lavora meno di 255 giorni all'anno. Vogliamo premiare gli assenteisti? I lavoratori, lo ripeto, non devono preoccuparsi, non vogliamo togliere soldi a nessuno e nei casi estremi come quelli della 140 l'azienda è sempre andata incontro ai suoi dipendenti. Altra cosa sono gli abitué delle assenze o gli specialisti dei ponti...».
«Salvo qualche raro esempio virtuoso – si affretta a precisare subito dopo Fontana – in tutta la Toscana, anche a Firenze, la media dei giorni lavorati è sotto la soglia fissata dalla Regione». Ma dall'azienda non hanno voluto fornire dati più precisi su tutto il comparto della Ctt.
Intanto i tempi stringono. Se per il 30 settembre lavoratori e manager non dovessero trovare l'intesa, già dal primo ottobre tutti gli ex Atl vedrebbero l'applicazione del contratto nazionale con la perdita secca di circa 300 euro in busta paga. «L'alternativa – ipotizza il presidente – sarebbe l'applicazione del contratto di secondo livello di Lucca, che è meno oneroso per l'azienda e comporterebbe una perdita minore per i lavoratori». Si parla in media di circa 170-180 euro al mese. «Ma neanche a noi – chiude – piacerebbe questa soluzione, perché il contratto di Livorno è più recente e migliore sotto molti aspetti. Non vogliamo lo scontro, c'è tutta l'intenzione di raggiungere l’intesa entro ottobre, anche dialogando sulla soglia da fissare».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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