Meteo
Lavoratori senza stipendio protestano al cimitero
La coop che gestisce i servizi in appalto dal Comune porta i libri in tribunale Ferragosto d’agitazione per i 18 addetti che appendono uno striscione ai Lupi
LIVORNO. I lavoratori dei cimiteri comunali dei Lupi e di Antignano sono senza stipendio. Tre giorni fa sono stati informati via fax dalla coop modenese Attima Service - che gestisce i servizi in appalto al Comune - che per ora non riscuoteranno la busta paga di luglio e agosto.
La situazione è delicatissima e rischia di precipitare. Così ieri i 18 addetti hanno deciso di rompere il silenzio: hanno distribuito volantini e appeso uno striscione sia all’ingresso dei Lupi che sotto al Comune. Una sorta di stato di agitazione e assemblea permanente, garantendo servizi essenziali e celebrazione dei funerali.
Cosa sta accadendo? «Dopo alcuni ritardi nel pagamento degli stipendi – spiega Omar Franconi (Cobas) – la scorsa settimana i lavoratori hanno scoperto che non sono state versati a banche e finanziarie le quote del famigerato quinto dello stipendio che veniva tolto dalla busta paga. Giovedì, poi, è arrivata la comunicazione che gli stipendi di agosto ritarderanno perché la cooperativa ha portato i libri in tribunale».
I lavoratori sono 18: 7 amministrativi che lavorano tutto l’anno (feste comprese) e 11 operai che si occupano del verde, di estumulazioni, riesumazioni, di ciò che ha a che fare con bare, tombe e murature. I più lavorano tra i Lupi e Antignano da oltre dieci anni, prima con Cooplat poi con Attima. Fino al 2008, spiegano dal sindacato, lo stipendio non arrivava a 800 euro: dopo una lunga trattativa sull’integrativo è arrivato a poco più di mille.
E ora? Dal 1 settembre dovrebbe arrivare una nuova azienda nata sulle ceneri della cooperativa modenese. Ma la scadenza dell'appalto è vicina e le preoccupazioni crescono. Insieme alla rabbia, perché a quanto risulta anche i pagamenti della pubblica amministrazione sono fermi a inizio anno. «Si sa già che il Comune nel prossimo bando vorrà risparmiare – lancia l’sos Franconi – e come sempre c'è il rischio che il risparmio ricada sulle spalle dei lavoratori sottoforma di esuberi e salari tagliati: il problema non è solo riscuotere gli stipendi ma è anche difendere il livello salariale raggiunto. Lotteremo per mantenerlo, a prescindere dalle gare al ribasso, dai tagli del Comune e dalla ditta che verrà».©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google