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Fumetti e giochi da tavolo per ricominciare daccapo
La storia di Massimo Castelli che con i soldi della liquidazione ha aperto un magic store insieme all’amico Luca Profeti. «Per vincere bisogna lottare»
LIVORNO. «Se qualcuno due anni fa mi avesse detto che sarei riuscito ad aprire la mia fumetteria gli avrei dato del pazzo».
Si è dovuto ricredere Massimo Castelli, 35 anni, perché non solo è davvero riuscito a realizzare il suo sogno, ma la fumetteria “Zio Istvan” (via Adua 14), aperta insieme a Luca Profeti (30 anni) è anche un vero successo. Ed è stato proprio l’amico storico ed ora socio Luca a scrivere a “Il Tirreno”. «Ho visto l’articolo in cui si chiedeva ai lettori di segnalare storie di coraggio e di imprenditoria e ho pensato che l’avventura intrapresa un anno fa per aprire questa fumetteria era perfetta – spiega – Sono convinto che leggere storie di persone combattive che non si lasciano andare nonostante il momento economico difficile faccia bene a tutti. C’è bisogno di buone notizie, che diano spunti e energia positiva». Persone combattive. E di certo Massimo non è un uomo che si arrende facilmente.
«Io e Luca ci conosciamo da più di dieci anni – racconta – ad unirci è stata anche la passione per i fumetti e i giochi di action figure, come Magic. Spesso parlavamo di aprire un negozio tutto nostro, ma sembrava solo un sogno: io avevo il mio lavoro da commesso, lui aveva già una sua attività». Poi però tutto cambia. A gennaio dello scorso anno Massimo perde il lavoro, ha una moglie e un figlio di 4 anni a cui pensare «e di certo non potevo stare con le mani in mano – racconta – la crisi c’è, è vero, ma per vincere bisogna lottare». È così che Massimo decide di usare i soldi della liquidazione e insieme ai suoi risparmi e quelli di Luca, prendere in affitto il fondo di via Adua. Ironia della sorte, 5 anni fa, proprio in quel fondo, era già stata aperta una fumetteria. «Appena abbiamo visto lo spazio abbiamo pensato che fosse il posto giusto – spiega – Certo, ci abbiamo investito tutto, è un vero e proprio salto nel vuoto, ma siamo convinti che “chi non risica non rosica”. Abbiamo ricevuto il supporto di tutti, amici e famiglia. Anche mia moglie è entusiasta». E la fumetteria va a gonfie vele, anche grazie agli accorgimenti di Luca e Massimo. «Qui da noi non si comprano solo giochi e fumetti – spiega – Abbiamo uno spazio aperto in cui è possibile giocare e in cui organizziamo tornei di action figure (Magic, Yu-Gi- Oh!, Pokemon, WarHammer...), ma c’è anche una sala lettura in cui mettiamo a disposizione alcuni numeri di fumetti da leggere». E non finisce qui perché il negozio di Luca e Massimo è aperto anche a disegnatori e fumettisti che possono esprimersi come vogliono e se viene fame nessun problema, perché ci sono anche snack e bevande. «In molti vengono a disegnare qui, tanto che per l’anno prossimo ci piacerebbe organizzare dei veri e proprio corsi di fumetto e magari anche di giapponese...chissà». «Se sono felice? – Massimo ci mette un nano secondo a rispondere – Sono felicissimo e non solo perché sono diventato padre per la seconda volta (e di due gemelli), ma perché insieme al mio amico Luca abbiamo davvero realizzato un sogno».
Un sogno che è diventata una realtà già affermata tra gli appassionati del settore. «Abbiamo aperto solo il 15 giugno scorso – racconta Massimo – ma abbiamo già i nostri clienti fissi». Uomini e donne di ogni età passano dallo “Zio Istvan” , nome che deriva da una delle carte di “Magic”, noto gioco fantasy che ha unito le loro vite. «Perché abbiamo scelto proprio questo personaggio? Volevamo trasmettere ai nostri clienti, anche solo dal nome, la sensazione di potersi sentire a casa propria. Invece che entrare in un negozio entrano dallo “zio”, è più umano, sa di famiglia. E infatti tutti chiamano così la nostra fumetteria: semplicemente “lo zio”».
Un nome che funziona e che ben descrive l’atmosfera che si respira. «Io e Luca, essendo i primi appassionati di fumetti e giochi, siamo stati dall’altra parte del bancone, sappiamo cosa significa, per questo cerchiamo di tenere i prezzi bassi, di essere il più disponibile possibile con i clienti e ascoltare le loro necessità e suggerimenti». E la crisi? «C’è, ma bisogna imparare a rischiare e combattere. È come nei giochi, solo partecipando si vince».
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