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«Bilancio solido, ecco perché le banche si fidano di noi»
LIVORNO. Nessuna manovra aggiuntiva ma servizi invariati. Un mese dopo l’approvazione del bilancio Valter Nebbiai lo sottolinea con un certo orgoglio: «Pur senza manovre riusciremo a mantenere tutti...
LIVORNO. Nessuna manovra aggiuntiva ma servizi invariati. Un mese dopo l’approvazione del bilancio Valter Nebbiai lo sottolinea con un certo orgoglio: «Pur senza manovre riusciremo a mantenere tutti i servizi - ribadisce l’assessore -. E questo nonostante i 6 milioni e 627mila euro di trasferimenti in meno da parte dello Stato che sommati a quelli dei tre anni precedenti fanno 23 milioni e 912mila euro, un’enormità di entrate in meno».
Caccia ai furbetti. L’assessore guarda le cifre e punta il dito su un elemento: la guerra agli evasori. «Abbiamo una capacità di recuperare i crediti eccezionale - sottolinea -. Tra il 2007 e il 2011 a fronte di 22 milioni e 800mila euro di evesione ed elusione accertate abbiamo incassato 22 milioni e 400mila euro. Nel 2012 abbiamo già accertato 4 mlioni e 963mila euro di evasione. La solidità del nostro bilancio dipende anche da questa nostra forza».
Incertezza Imu. «E’ stato coraggioso chiudere questo bilancio - commenta Nebbiai -. Non è un caso che ci siano amministrazioni che stanno rinviando e Milano è l’esempio più eclatante».
Inutile dire che per le casse delle amministrazioni comunali l’incertezza più grossa in questo momento nasce dalla questione Imu. Anche a Livorno. «Perché se il bilancio ha una solida architrave finanziaria costruita con fatica e in grado di mantenere i suoi equilibri - dice Nebbiai -, purtroppo non ci possiamo nascondere che se vi saranno meno risorse finiranno per essere a rischio i servizi, per il semplice motivo che vi saranno meno soldi».
«Ma proporzionalmente - aggiunge subito dopo - la finanza del Comune rimarrà intatta».
Rating al top. Recentemente il Comune di Livorno ha ricevuto una serie di giudizi positivi dal sistema bancario. Elemento fondamentale per avere credito. «Non abbiamo derivati, abbiamo pochi oneri finanziari - dice Nebbiai -. Le banche stanno apprezzando molto i nostri conti. La mia sensazione è che la ripresa dell’economia sia vicina, e una serie di dati macro lo confermano, dall’aumento degli ordini manifatturieri, alle esportazioni favorite anche dal quantitative easing portato avanti dal governo americano. In un momento come questo è chiaro che le banche, avendo liquidità anche grazie all’aumento dei depositi, scelgono di investire in chi ritengono più sicuro. E allora ecco che oltre ai casi di Aamps e Goldoni, nelle ultime settimane siamo stati avvicinati da un importante istituto di credito che ci ha offerto un plafond di due milioni di euro per i pagamenti ai fornitori».
60 milioni senza il patto. Nebbiai snocciola altri dati positivi del bilancio che ha messo in piedi e che è stato approvato dal consiglio. Sono quelli degli oneri finanziari: «Paghiamo l’1%, che corrisponde a un milione e 600mila euro. Potremmo arrivare fino al 4%. I nostri conti sono talmente buoni che se il patto di stabilità verrà liberato, ci consentirebbe di accendere un mutuo di 60 milioni, un risultato eccezionale».
(g.c.)
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