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Sveglia all’alba e pranzo col panino
In vacanza all’insegna del risparmio: c’è chi si presenta in albergo alle 8 del mattino per sfruttare al massimo la camera
Soggiorni a lunghezza ridotta, ma supportati da arrivi strategici, perfino alle prime luci dell’alba. Bambini, talvolta addirittura ragazzi quasi adulti, annunciati all’ultimo momento perché «tanto dormono nel lettone insieme a noi». Richieste di pensione completa anche per una sola giornata. E poi porzioni divise a metà, pranzi ridotti all’osso, addio strategico a merendine e aperitivi, oltre a resse e file per assicurarsi la cena a prezzo fisso, magari in riva al mare. Insomma l’economia di guerra irrompe nelle vacanze degli italiani edizione 2013: tanti che non vogliono rinunciare all’agognata spiaggia (il calo dei connazionali dovrebbe essere comunque del 20 per cento) si sottopongono infatti a vere e proprie full-immersion nel mondo del low-cost, con l’adozione di strategie anche complesse, ma comunque tutte tese a contenere i costi, soprattutto quando si parla di famiglie con figli. «Così alla fine quello che una volta era un periodo di spensieratezza in cui ci si lasciava andare anche con le spese diventa la prosecuzione delle difficoltà quotidiane nel far quadrare i conti - commenta Aldo Cursano, presidente toscano della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio -, con la conseguenza che i fatturati crollano e si mette a rischio il modello stesso che ha fatto dell’Italia e della Toscana dei veri e propri esempi per uno stile di vita desiderato da tutti. Per la costa una delle conseguenza è la perdita di 2mila assunzioni stagionali divise a metà tra gli alberghi da una parte ed i ristoranti e gli stabilimenti balneari dall’altra».
Arrivi all’alba. Dunque, i soldi mancano, ma si vuole comunque partire. «Il primo effetto è naturalmente la riduzione dei soggiorni che in agosto sono in media di tre giorni - commenta Simona Zucchi, titolare dell’Hotel Oceano, tre stelle di Marina di Pietrasanta -, ma non mancano comportamenti più curiosi, a cominciare dai clienti che vogliono sfruttare al massimo i soldi che spendono. La conseguenza è che arrivano in albergo perfino molto prima delle 8 del mattino chiedendo già la camera: certo si aspettano un no, ma già verso le 9,30-10 cominciano a dare segni di impazienza nonostante che il check-in sia alle 14 del pomeriggio. Non solo, perché poi quando devono partire, con l’uscita dalla camera fissata a mezzogiorno, chiedono di poter restare anche il pomeriggio. Però ci sono anche coloro che chiedono e prenotano una camera doppia, ma poi si presentano con due figli già grandicelli perché “tanto dormono con noi nel lettone”, od altri che pretendono la pensione completa anche con un solo pernottamento. Mentre un fenomeno sempre più diffuso è il rifiuto delle transazioni con le carte di credito per mancanza di copertura».
«Proprio per risparmiare molti poi scelgono altre destinazioni come la Croazia, la Corsica ed anche la Costa Azzurra - aggiunge da Forte dei Marmi Paolo Corchia, titolare dell’Hotel Presidente (quattro stelle) e presidente regionale di Federalberghi -. Ma l’estate è caratterizzata da un turismo frammentato, sempre più mordi e fuggi, in cui prevalgono gli stranieri (olandesi, arabi,svizzeri, francesi, scandinavi e cittadini dell’Est), e dilagano gli arrivi all’alba».
Un toast in quattro. Ma, come sottolinea Graziano Giannessi, titolare del Bagno Nettuno di Viareggio e presidente toscano dei balneari della Sib, gli operatori devono fra fronte anche ad altri fenomeni, a cominciare dall’abitudine di portarsi il panino da casa piuttosto che fermarsi al ristorante dei bagni. «Ormai solo gli stranieri, che sono sempre di più, - conferma Giannessi - prendono un piatto di spaghetti a testa. Gli italiani invece vengono a pranzo al massimo una o due volte e la settimana ed è normale che una famiglia di tre persone si divida un piatto di spaghetti ed una pizza». «Nel nostro bar sulla spiaggia libera - fa eco da Portoferrario Massimo De Ferrari, titolare di alberghi di lusso come Hermitage e La Biodola - una famiglia si è fatta dividere un toast in quattro parti. Ma negli alberghi abbiamo dovuto fronteggiare situazioni come le richieste di camere più economiche, cioè senza la vista del mare a cui in passato non si era mai rinunciato».
Campeggi e menù fisso. Nonostante che non manchino flessioni anche in quel settore, ovvio il ricorso ai campeggi per risparmiare, anche se in questo settore , come sottolinea da Castiglione della Pescaia Giampero Poggiali, presidente toscano della Faita Federcamping, prevale la passione. «Certo anche da noi non mancano coloro che chiedono di trattenersi oltre l’orario fissato per il check-out - aggiunge -, cosa che cerchiamo di soddisfare». Nel campo dei ristoranti invece la situazione è ancora più variegata: così se nei locali più blasonati, come spiega Barbara Benvenuti, titolare del ristorante Foresta di Marina di Pisa, si rinuncia alla champagne a favore di vini più economici, da un altro punto di vista spopolano i locali che offrono menù tutto compreso. Al vicino Moby Dick in queste sere si fa veramente la fila per la cena “all inclusive”: due primi, un secondo, acqua, vino e caffè per appena 15 euro.
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