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«Picchiato per vendetta» Indagati tre ventenni
Chiuse le indagine per il pestaggio di Tommaso Dell’Agnello a Villa del Colle Due ragazzi sono accusati di lesioni, mentre un terzo per le ingiurie
LIVORNO. Tommaso Dell’Agnello, 22 anni, cestista come il padre Sandro, la notte tra il 19 e il 20 gennaio scorso, venne «picchiato per vendetta» a pochi passi dal palco della discoteca “Villa del Colle” da Vincenzo Hoxha e dall’amico Miguel Carrera, entrambi ventunenni, e da altri ragazzi che per il momento non sono stati ancora identificati dagli investigatori.
È questa la ricostruzione che emerge dagli atti dell’indagine, chiusa nei giorni scorsi, e condotta dai carabinieri di Collesalvetti e coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci.
«Lo hanno preso alle spalle e colpito con almeno tre pugni in faccia», ha raccontato uno dei testimoni chiave agli inquirenti. Colpi così violenti da fratturare in due punti la mandibola del ventunenne che il giorno dopo l’aggressione è stato sottoposto ad un delicato intervento nel reparto di maxillofacciale al quale è seguita una lunga convalescenza terminata solo all’inizio dell’estate.
Ad innescare il pestaggio - sempre secondo la ricostruzione della Procura - sarebbe stato il comportamento che lo stesso Dell’Agnello avrebbe tenuto poco prima, sul cubo del locale. «Quella sera stavo ballando con la mia ragazza - ha spiegato agli inquirenti Matteo De Robertis, 20 anni, indagato pure lui nell’inchiesta ma con l’accusa di ingiurie -. Ci stavamo dando piccoli baci quando si è avvicinato a noi un ragazzo che non conosco mettendo la sua mano in mezzo alle nostre bocche dicendoci che lì si ballava e non ci si doveva baciare. Io non ci ho fatto caso perché mi sembrava ubriaco. Dopo qualche minuto si è avvicinato nuovamente facendo lo stesso gesto. Allora gli ho allontanato la mano».
Il ventenne, nella sua deposizione del 5 marzo scorso, non fa menzione delle ingiurie che avrebbe proferito nei confronti di Dell’Agnello e per le quali è stato iscritto nel registro degli indagati: «Levati dal c.... pezzo di m...», dopodiché lo avrebbe colpito con «vigorosi spintoni», si legge nel capo d’imputazione.
È stato il fratello della vittima, nei giorni successivi all’aggressione, a dare una spinta decisiva alle indagini: si è infatti trasformato in un detective informatico e su Facebook è riuscito a scovare alcune foto della serata incriminata, tra queste sono spuntate anche quelle dei tre ragazzi che poche ore prima avevano compiuto il pestaggio.
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