Il Tirreno

Livorno

Spaccio nei boschi, un arresto

Nordafricano preso a Vallin Buio: sequestrato il materiale per il confezionamento

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Lotta allo spaccio in collina: continuano i controlli dei carabinieri che si stanno concentrando soprattutto nelle aree a ridosso del centro cittadino. E lunedì due nuovi arresti sono stati effettuati a Vallin Buio.

In manette nel pomeriggio sono finiti due spacciatori, Jobrani Said e Rami Aziz, entrambi clandestini di origine marocchina di 32 e 24 anni, sorpresi mentre erano intenti a cedere dosi di coca e hashish in zona Vallinbuio. Il blitz è partito perché i militari avevano notato e monitorato un anomalo assembramento di persone: durante il controllo i carabinieri hanno individuato acquirenti e spacciatori, poi arrestati. Oltre alle dosi, sono stati sequestrati diversi cellulari e materiale per confezionamento della roba.

Come spiegano gli investigatori, il mercato illegale della droga gestito da marocchini, quasi tutti clandestini, in città da tempo cerca di radicarsi nelle aree boschive che caratterizzano le colline livornesi. Infatti, se da un lato sentieri e camminamenti sono affascinanti dal punto di vista naturalistico, dall’altro però sono appetibili per chi spaccia perché diventano un ottimo nascondiglio.

Ne consegue che sulle nostre colline si crea un fitto movimento di consumatori che vengono da tutta la provincia. Sono almeno cinque i punti di spaccio - spesso itineranti - individuati dai carabinieri: Cisternino, Vallin Buio, via dell’Ecologia, Corbolone, Romito e Gabbro. Ma grazie all’azione costante dei militari, oggi l’attività di spaccio si è notevolmente ridotta. Le indagini dell’Arma hanno permesso di scoprire non solo luoghi, ma anche abitudini e metodi utilizzati dagli spacciatori per gestire l'attività. «Si crea un vero e proprio monopolio della droga che, se non dovutamente contrastato, tende a rigenerarsi», dicono i carabinieri.

L'operazione dell'Arma, nota come Colline Pulite, nell’ultimo anno ha concretizzato oltre 30 arresti, con sequestro di diversi quantitativi di stupefacente e numerosa attrezzatura per il confezionamento della droga, specialmente cocaina. Nel corso dei blitz sono emersi anche aspetti preoccupanti del fenomeno tra cui la presenza di armi (sono stati sequestrati in passato pistole, coltelli e attrezzi rudimentali atti ad offendere). E la notevole aggressività degli spacciatori finora ha fatto registrare una decina di feriti anche gravi tra i carabinieri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera