Il presidio
Scolmatore, torna la ruspa ed esplode la rivolta
I proprietari di 600 barche: «Anziché liberare i fondali portano altra sabbia» E i titolari degli stabilimenti s’infuriano: «Quei sedimenti arrivano in mare»
LIVORNO. Negli ultimi due mesi avevano scritto a tutti: Provincia di Livorno e Pisa, capitaneria, Autorità Portuale, Genio Civile, Navicelli Spa: «Aiutateci a liberare la foce dello Scolmatore in modo che con le nostre barche e barchette possiamo uscire in mare come facevamo un tempo dal porto». E così quando ieri mattina hanno visto in azione una ruspa posizionata su una chiatta che per liberare i fondali delle Porte Vinciane (quelle che collegano i Navicelli alla Darsena Toscana) toglieva sabbia e la spostava qualche metro più in là andando a ridurre ulteriormente proprio i fondali dello Scolmatore, si sono sentiti beffati e hanno deciso di ribellarsi.
Sono partite richieste di intervento alla guardia costiera di Livorno e chiarimenti all'Autorità Portuale che gestisce quei lavori: «Ma come, prima ci impedite il passaggio dal porto chiudendo le Porte Vinciane per tutta la giornata a parte un’ora la mattina e una il pomeriggio, e ora ci insabbiate l'unica via di accesso al mare che ci è rimasta e che già è quasi impraticabile?», è stata la protesta dei circoli nautici dello Scolmatore, che ospitano qualcosa come 600 barche.
«Praticamente ormai ci hanno imprigionato - spiegano dal circolo Lo Scolmatore, rappresentando la rabbia anche del Cormorano, di Mare e Fiumi e de Il Ponte -. Attraverso il porto possiamo entrare o uscire solo dalle 9.30 alle 10.30 e dalle 16.30 alle 17.30. E così quelli di noi che hanno motori fuoribordo e un pescaggio minimo, finora riuscivano seppur con molte difficoltà ad utilizzare l’uscita diretta in mare dello Scolmatore che alla foce ha fondali che arrivano anche a 40 centimetri. Ma se adesso ci scaricano nuova sabbia anziché togliercela, per noi diventa davvero impossibile usare la barca».
Ma la rabbia dei proprietari dei natanti ha avuto buona compagnia. Ad infuriarsi per quella ruspa che dalla mattina ha iniziato a spostare terra a poche decine di metri dal mare, sono stati anche i titolari degli stabilimenti di Calambrone: «Quei lavori hanno reso l’acqua del canale più torbida, hanno smosso i fondali e hanno fatto apparire chiazze d’olio che rischiano di arrivare davanti alle spiagge - spiegano -. Possibile che non si capisca che certe operazioni vanno fatte d’inverno?».
E così è finita che alle quattro del pomeriggio, gli uomini della capitaneria siano intervenuti per controllare la situazione, subito a ruota sia arrivato anche il responsabile dei lavori dell’Autorità Portuale e la ruspa d’un tratto abbia smesso di scavare.
Il caso è il remake di ciò che era accaduto a maggio: allora una draga aveva iniziato a scavare i fondali all’uscita dei Navicelli risputando chili di melma attraverso una pompa posizionata qualche metro più in là. Allora, come ieri, gli scavi erano finalizzati ad aumentare la profondità della zona di collegamento dai Navicelli alle Porte Vinciane per permettere il passaggio dei superyacht dai cantieri pisani al mare.
Stavolta anziché la pompa è stata usata una ruspa. Ma le differenze sostanziali - che peggiorano la situazione - sono da un lato il nuovo orario delle Porte Vinciane, dall’altro che siamo in piena stagione balneare.
Ecco allora la presa di posizione durissima di Confcommercio Pisa: «Se questi lavori sono necessari, niente da eccepire, ma vanno programmati categoricamente nel periodo tra ottobre e marzo - dice il direttore Federico Pieragnoli -. Con l'inizio della stagione estiva escavazioni di questo tipo non devono essere autorizzate in alcun modo. Ci si metta a un tavolo e si stabilisca questa regola di buon senso e di rispetto per imprenditori e turisti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
