Il Tirreno

Livorno

Sterco nell’ufficio dell’ispettore di polizia

di Lara Loreti
Sterco nell’ufficio dell’ispettore di polizia

Inchiesta in questura: in precedenza erano comparse scritte con insulti nella sala ricreativa. Si sospetta un poliziotto

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LIVORNO. Una scritta con una bomboletta spray nera: “Sei una merda”. Qualche giorno dopo, feci sulla maniglia della porta dell’ufficio. Un ispettore della questura è stato preso di mira, molto probabilmente da un collega. Una vicenda che ha scatenato una indagine interna della polizia, condotta dalla squadra mobile, con il contributo della scientifica. Un caso che è finito in Procura, a cui la polizia ha riferito tutti gli indizi e le prove raccolte nel corso dell’inchiesta. Per ora non ci sarebbero indagati ma solo sospettati.

L’episodio è successo qualche settimana fa, ma è emerso solo nei giorni scorsi. Il tutto si è snodato in due fasi. In base alla ricostruzione emersa, il primo fatto è avvenuto dopo la partita Livorno Empoli, quando in questura c’era un grande movimento anche per la presenza dei colleghi del reparto mobile impegnati nel servizio di ordine pubblico per la partita clou del campionato. È stato allora, forse di notte, che nella saletta ricreativa della sede centrale della questura in via Fiume, dove si trovano i distributori delle bevande e delle merendine, è stata fatta la scritta. Ad accorgersene, l’indomani, è stata una agente che, andando a prendere un caffè, ha visto l’insulto sulla parete, a grandi caratteri e ha dato l’allarme. Una scoperta che ha creato stupore nell’ambiente. Oltre al reato di ingiuria, si ipotizza anche il danneggiamento aggravato, trovandosi la scritta su un muro di ufficio pubblico come la questura.

Saputo il fatto, immediatamente il questore ha chiamato a raccolta i suoi funzionari e ha avviato un’indagine interna.

Ma la vicenda non s’è chiusa lì. Qualche giorno dopo, è successo un altro episodio, secondo la polizia collegato al precedente. Sulla maniglia dell’ufficio dello stesso ispettore ingiuriato sono state trovate delle feci, come se gli escrementi vi fossero stati spalmati sopra con un fazzoletto. A quel punto, il questore ha coinvolto nell’indagine anche la polizia scientifica, che ha analizzato le feci oltre che le scritte. Dalle verifiche è venuto fuori che gli escrementi erano animali, quasi sicuramente di un cane.

Inoltre, in base a quanto appreso, un aspetto fondamentale dell’inchiesta è stata anche l’analisi dei filmati delle telecamere esterne alla questura e di quelle all’ingresso. Attraverso l’esame dei passaggi delle persone dentro la sede della polizia e degli orari (con accertamenti incrociati) è stato possibile ricostruire lo svolgersi cronologico dei fatti.

Da chiarire il movente che avrebbe spinto l’autore (pare si tratti di una sola persona) a prendere di mira l’ispettore. Non è escluso che tutto sia nato da vecchi rancori poi riattivati negli anni a causa di ulteriori episodi di attrito. Ma questa resta un’ipotesi che solo il lavoro della magistratura potrà accertare. Ora tutto il materiale è nelle mani della Procura che lo analizzerà per decidere il da farsi. La polizia ha fatto tutto il possibile per far luce su un episodio spiacevole. Nessun commento da parte della questura: sarà la magistratura a fare il suo corso.

Del caso si sono occupati anche i sindacati interni che stanno valutando se intraprendere delle azioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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