Il Tirreno

Livorno

Uno scheletro di cemento sull’Aurelia

Uno scheletro di cemento sull’Aurelia

All’ex Fiat cantiere bloccato da mesi, è l’ultimo atto dell’odissea Esselunga. «Ma a settembre potremmo riprendere i lavori»

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LIVORNO. L’ultimo atto della maledizione di Esselunga in città è lo scheletro di un gruppo di palazzi abbandonati da quattro mesi, che fan mostra di sè agli automobilisti di passaggio sul viale Petrarca. Si chiama Corte Ferraris ed è il complesso che il colosso della distribuzione di Bernardo Caprotti aveva iniziato a costruire un anno fa, dopo aver incassato una serie di no per aprire un centro commerciale a Livorno, prima nell’ex succursale Fiat, poi al Nuovo Centro.

Adesso però i lavori sono fermi. Nessun operaio, nessuna ruspa, nessuna gru da metà marzo, silenzio assoluto nel cantiere invaso dalle erbacce, e la domanda nasce spontanea: quale altro ostacolo avrà trovato Esselunga, anche nella veste immobiliare, nella sua odissea nella rossa Livorno? E quanto tempo ancora l’Aurelia sarà costretta a fregiarsi di quel mostro in cemento?

«In realtà non c’è nessun ostacolo, era già previsto che la società sfruttasse la concessione ottenuta nel 2009 per dare in appalto le opere e innalzare la struttura allo stato grezzo come è adesso», spiega Roberto Fabbri, titolare dell’agenzia ImmoOne di via Montegrappa, che si occupa della vendita dei 36 appartamenti di Corte Ferraris.

«Lo stop ai lavori non deve preoccupare - rassicura Fabbri - da quasi un anno è in corso una trattativa con un importante gruppo immobiliare toscano che potrebbe chiudersi positivamente in settembre, anche sulla base di una serie di prenotazioni che abbiamo ricevuto per l’acquisto degli appartamenti, che hanno confermato l’apprezzamento del mercato per l’operazione. Adesso il cantiere è al 35, forse al 40 per cento, serviranno 12-15 mesi per completarlo. Significa che il complesso sarà pronto entro fine 2014. Sempre che il passaggio di proprietà da Esselunga a questo gruppo vada in porto come crediamo».

E se invece l’affare dovesse saltare? Fabbri comprensibilmente si tira indietro: «Non so, bisognerebbe capire le intenzioni di Esselunga», confessa.

Se settembre sarà il mese decisivo per capire il destino del cantiere, va detto che una serie di puntate precedenti hanno portato alla situazione attuale: basti pensare che una parte di quegli alloggi sarebbe potuta diventare edilizia popolare: perché quando era sempre in ballo la richiesta di aprire un grande supermercato - con galeria commerciale - sul viale Petrarca, Esselunga si era offerta di cedere al Comune una parte di quegli alloggi (in cambio appunto dell'apertura del centro commerciale nella ex concessionaria auto) da destinare ad affitto a canone concordato. Proposta che poi non si è mai concretizzata. E così nella primavera del 2012 è iniziato l’abbattimento dell’ex fabbricato della Contesini ricambi, dove oggi sorge il cantiere.

Ma l’odissea ha registrato anche altre puntate: in molti ricorderanno che proprio lì, per alcuni anni, Esselunga aveva tenuto aperto un piccolo spaccio commerciale. Poi, poco meno di quattro anni fa, la società di Caprotti aveva trasferito le licenze commerciali nell'ex concessionaria, anche per non farle scadere e utilizzarle eventualmente in futuro per il nuovo supermercato, liberando di conseguenza i locali dell'ex Contesini. Nel frattempo è stato aperto il negozio "Magenta Due", in quelli che una volta erano i locali della Fiat. E così una volta salvata la licenza commerciale, Esselunga ha potuto ritirare la concessione edilizia per trasformare l’ex Contesini in appartamenti. Il via ai lavori è però scattato solo ad aprile 2012.

Ma ad oggi l’edificio di tre piani più seminterrato per una superficie lorda pavimentabile di 2851 metri quadrati, è solo l’ennesimo scheletro in giro per la città. (giu. cor.)

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