Il presidio
«Schiaffo alla città, scriveremo a Epifani»
De Filicaia (Pd): «Perché Massa sì e noi no? Altro che discussioni su Berlusconi, ora qualcuno ci spieghi»
LIVORNO. «Il passo indietro sul Sin è uno schiaffo a questa città: il ministro Orlando entri in campo immediatamente. Abbiamo perso giornate a discutere di cosa sarebbe accaduto a Berlusconi, mentre sul tavolo ci sono questioni cruciali per i territori: abbiamo chiesto ai nostri parlamentari di darsi una mossa e scriveremo al segretario del Pd, Guglielmo Epifani». È un fiume in piena Yari De Filicaia, portuale e guida dell’unione comunale del Pd di Livorno.
«All'esame del ministero – si arrabbia – c'era la riperimetrazione dei Sin di due porti: quello di Massa Carrara e quello di Livorno, che fanno parte della stessa regione. Non si capisce perché per Massa sia andato tutto bene e per Livorno ci sia stata questa chiusura. Qualcuno ce la spieghi».
«Il ministro Orlando – riprende – forse fino a oggi non ha vissuto in prima persona il provvedimento, avviato dal ministro Clini. L’operazione politica sembrava conclusa, ora la politica rientri in campo velocemente». Anche perché, ripete, «l’ipotesi avanzata dal ministero limita l’azione del porto di Livorno, rispetto anche a una competizione, che certo non dovrebbe esistere, tra i porti della Toscana».
Il segretario del Pd annuncia che «saremo al fianco dei sindacati, non in seconda linea, se faranno azioni di protesta». Ma come si spiega la frenata da Roma? «Francamente – risponde – non me la spiego. Qui non si tratta di ammorbidire normative ambientali, ma di cambiare l'interlocutore e averlo più vicino. Perché, allora, si dà l'ok a Carrara e non a Livorno? Qualcuno ha voluto penalizzare l'azione del porto e della città».
«In questi anni – chiosa – per arrivare a capo di questioni cruciali nelle aree del Sin ci sono state difficoltà evidenti. È chiaro che interloquire con la Regione anziché col ministero semplificherebbe tutto. Si potenzierebbe una cabina di regia per i porti toscana, con azioni condivise per risolvere, ad esempio, il problema degli escavi. Si ha idea, invece, di cosa significherebbe avere in pochi metri, tra l’acqua e le banchine, due enti responsabili diversi?». «Se tutto questo è solo un guaio burocratico che rientra – chiude – va bene, altrimenti ci faremo sentire, perché saremmo di fronte a un tentativo di mettere in difficoltà la città. Faremo tutte le azioni possibili, al di là dei colori politici».
«Profonda preoccupazione» per «una questione troppo importante per il futuro non solo del nostro porto ma di Livorno» è stata espressa anche dal segretario e dal dirigente di Sel, Andrea Ghilarducci e Andrea Cionini. «Chiediamo – intervengono – che le istituzioni regionali e le amministrazioni comunale e provinciale intensifichino gli sforzi fatti fino ad ora, per far sì che il ministero dell'Ambiente ripensi alle sue scelte. Non certo – chiudono – per evitare i controlli ambientali che devono essere mantenuti, ma per velocizzare le procedure burocratiche che sono necessarie per risanare le aree inquinate».(j.g.)
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