Il presidio
Un funerale del mare per protestare contro l’Olt
Dopodomani la manifestazione dei comitati anti rigassificatore da piazza Mazzini «Abbiamo lottato per 11 anni, l’arrivo della gasiera è l’inizio del disastro»
LIVORNO. Tutti vestiti di nero, con tanto di bara, striscioni e corone di fiori. Così i diversi comitati anti rigassificatore (Comitato No Offshore, Comitato contro il rigassificatore Livorno - Pisa, Vertenza Livorno, Comitato No Inc per rifiuti zero, Comitato aria pulita quartieri Nord, Comitato contro la discarisca del Limoncino, Comitato difesa del Cisternino, Comitato via del Limone e Ex Caserma Occupata)hanno deciso di dimostrare per le strade della città contro l’arrivo della gasiera: con un funerale. Una finta cerimonia, una marea nera che attraverserà la città dopodomani (partenza alle 21 in piazza Mazzini) passando davanti al Comune e finendo in Venezia, al Refugio. Un vero e proprio estremo saluto con tanto di lancio di fiori in mare. A cosa? «Alla nostra costa – rispondono dal comitato – Uccisa da incuria, inquinamento e industralizzazione selvaggia. Noi combattiamo da undici anni contro questa scelta che rappresenta l’ennesima mercificazione del territorio di Livorno venduta grazie a promesse che in realtà sono grosse bugie».
«Ci avevano detto che il rigassificatore avrebbe salvato il cantiere navale, favorito la riconversione a metano della centrale Enel di via Orlando, garantito centinaia di posti di lavoro e portato bollette più leggere – continuano – Tutte bugie. A cui si aggiunge l’amara verità». Secondo i promotori della manifestazione Livorno, con l’arrivo dell’Olt, farà da cavia ad una tecnologia pericolosa, che inquinerà il mare per il cloro utilizzato dell’impianto e sarà inutile all’economia nazionale, già satura di gas. «Nessuno dei lavoratori è livornese – dicono – Dove sono i posti di lavoro promessi? L’amministrazione parla dello sviluppo turistico della città, ma poi le sue scelte vanno in assoluta controtendenza. L’Olt occupa ben 690 km², un’area immensa che sarà interdetta alla pesca, senza contare il danno ambientale che ne risulterà. Inquinamento sotto tutti i punti di vista, anche visivo. È questa la città del turismo che l’amministrazione vuole far vedere?».
E l’Olt, secondo i comitati, è solo l’ultimo esempio di una politica regionale «che vede Livorno come un distretto energetico. E la zona nord ne sta pagando le spese in termini di salute. È una follia». Per questo, dopo 11 anni di battaglia («e un referendum negato dopo aver raccolto 7mila firme», tendono a precisare) dopodomani alle 21 si troveranno in piazza Mazzini. «Il “funerale del mare” sarà solo il primo passo di un percorso. Noi continueremo ad esserci per tenere alta l’attenzione dei cittadini su questo ecomostro. Speriamo che vengano in tanti, che capiscano quanto il rigassificatore impatterà sulle nostre vite». Per informazioninoinc@inventati.org.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
