Meteo
È IN GIOCO L’ECONOMIA DELLA CITTÀ
di ANDREA LAZZERI Per chi non è del mestiere sono sigle misteriose. Eppure dall’esito della partita tra Sin e Sir dipendono centinaia di posti di lavoro e la prospettiva di gran parte dell’economia...
di ANDREA LAZZERI
Per chi non è del mestiere sono sigle misteriose. Eppure dall’esito della partita tra Sin e Sir dipendono centinaia di posti di lavoro e la prospettiva di gran parte dell’economia industriale cittadina.
Non a caso, appena qualche giorno fa, il sindaco Alessandro Cosimi rispolverava il suo tic letterario del “lavoro matto e disperatissimo” che aveva svolto per sbloccare la situazione e portare il risultato a casa. Ma, ancora una volta, aveva venduto la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.
Stavolta, però, è in buona compagnia. Il (per ora) mancato risultato appare di difficile lettura. Domenica scorsa il ministro dell’ambiente, Orlando, era ospite della festa del Pd all’Ardenza, e non ha detto una parola dell’intoppo che gli uffici romani avevano preparato. E la stessa Regione appare sconcertata dal rifiuto ricevuto.
Così, in una calda mattinata romana, uno dei principali snodi economici livornesi si è impantanato di fronte agli occhi meravigliati di tre funzionari (uno del Comune, uno della Regione e uno della Provincia) e un solo esponente politico, l’assessore Nicola Nista della scioglienda Provincia.
Il nodo è questo: lo specchio marino del porto, le banchine e le aree circostanti sono zone inquinate da controllare in modo particolare. Sono Sin, siti di interesse nazionale: ciò significa che un investitore che volesse operarvi dovrebbe sottoporsi a una trafila nei ministeri romani. Tempi lunghissimi che bloccano tutto. Col passaggio di competenza alla Regione, le pratiche sarebbero più veloci. L’altro giorno il ministero ha detto sì a Massa e no a Livorno. Uno schiaffo ai livornesi. Non è il primo in questi anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google