Il Tirreno

Livorno

Sul filo dei secondi per evitare lo schianto

di Federico Lazzotti

LIVORNO. L’albero dello schianto mortale, all’incrocio tra viale Nazario Sauro e via Cattaneo, è ancora fasciato di rosso. Davanti alla ferita che ricorda l’assurdo incidente in cui domenica mattina...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’albero dello schianto mortale, all’incrocio tra viale Nazario Sauro e via Cattaneo, è ancora fasciato di rosso. Davanti alla ferita che ricorda l’assurdo incidente in cui domenica mattina ha perso la vita Letizia Gori, 46 anni, madre, moglie e figlia, sfrecciano centinaia di veicoli: macchine, scooter, biciclette. Basta fermarsi su uno dei quattro angoli della croce maledetta per accorgersi che evitare un incidente è una questione piccola, come i centimetri che separano i mezzi che si sfiorano e i due secondi che dividono il verde da un lato, dal rosso della parte opposta.

Sono le 12,30 dell’ultimo giorno di luglio: c’è chi ha fretta di andare al mare, chi a piedi tentenna ad attraversare la carreggiata per tornare a casa. Un camionista con la sigaretta che disperde cenere dal finestrino, sbuffa sottovoce aspettando il suo turno. Dall’altro lato una signora sulla cinquantina inchioda lungo viale Nazario Sauro: è ancora verde, ma lei probabilmente si confonde, si ferma e si prende i vaffa di chi suona il clacson alle sue spalle. Giri lo sguardo ed ecco il furbetto di turno in sella allo scooter trecento bianco estate, il casco abbinato, gli occhiali a specchio, il pantalone corto e l’abbronzatura in primo piano esalta il contrasto. Invece di aspettare il minuto e mezzo che impiega il semaforo di via Caduti del Lavoro per passare dal rosso al verde, sale sul marciapiede, imbocca il primo tratto di pista ciclabile per poi scendere dallo scivolo e tornare sul viale.

Il funzionamento dell’incrocio della discordia, che ancora prima di accendersi - alla fine di maggio - ha diviso la politica, fatto arrabbiare i residenti e rallentato gli automobilisti - è al centro dell’inchiesta del pubblico ministero Massimo Mannucci che sta cercando di fare luce sulla carambola nella quale ha perso la vita la quarantaseienne. Certo è, che se venissero confermate le prime indiscrezioni sull’indagine, poco avrebbe potuto fare l’organizzazione dell’incrocio visto che l’automobilista che ha innescato la carambola, Elian Bushi, 37 anni, sarebbe passato con il rosso a bordo della sua Bmw ed è risultato positivo alla cocaina.

In ogni caso nell’incarico affidato dalla Procura all’ingegner Domenico Trovato c’è anche la richiesta di verificare la regolarità della segnaletica orizzontale e la sincronizzazione dei semafori.

Proprio quest’ultimo aspetto potrebbe finire al centro degli accertamenti e dei dubbi. Cronometro alla mano, infatti, abbiamo misurato i tempi di attesa sui quattro punti dell’incrocio trovando una conferma e un nuovo dubbio rispetto alla ricostruzione dell’impatto mortale. Effettivamente - come anticipato dalla polizia municipale - quando scatta il verde da via Caduti del Lavoro, passano cinque secondi (non sei) prima che il semaforo dia il via libera a chi si immette sul viale da via Cattaneo.

Ecco perché la Polo Volkswagen guidata dalla quarantaseinne aveva già impegnato l’incrocio, mentre la Hyundai sulla quale sono carambolate le due auto, era ancora ferma. Quanto è passato tra il momento in cui è scattato il rosso sulla direzione della Bmw condotta dal trentasettenne indagato per omicidio colposo, e il momento in cui Letizia Gori ha avuto il via libera ad attraversare l’incrocio? Due secondi. Se sono legali lo dirà l’inchiesta.

Sul viale Nazario Sauro scatta il verde. Il traffico riparte.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera