Il presidio
D’Alesio, il liquidatore e... i nodi ancora da sciogliere
Vestito di bianco, sigaro in bocca, saluta qualche appassionato, poi si ferma a parlare con i consiglieri comunali - due o tre - che raggiungono le gradinate per l’apertura ufficiale. Attilio D’Alesio...
Vestito di bianco, sigaro in bocca, saluta qualche appassionato, poi si ferma a parlare con i consiglieri comunali - due o tre - che raggiungono le gradinate per l’apertura ufficiale. Attilio D’Alesio, oggi presidente del Coordinamento ippodromi e alla guida dell’impianto livornese per più di trent’anni, arriva al Caprilli dopo il mare di polemiche che nei giorni scorsi ha accompagnato il botta a risposta a distanza col sindaco. Di rappresentanti delle istituzioni e del mondo della politica, per la verità, se ne vedono pochi. C’è naturalmente il liquidatore della Labronica Corse Cavalli, Fabrizio Giusti, con qualche tecnico comunale in veste di appassionato. Così nella pineta, quando si tocca il capitolo “futuro”, le divergenze saltano fuori e le preoccupazioni si sprecano. Perché di nodi da sciogliere ne restano ancora parecchi. Uno su tutti: la società pisana Alfea farà causa al Comune? Gestirà il Caprilli da gennaio e per i prossimi trent’anni? Entro il 2014 sarà definito il percorso dei venti dipendenti della Labronica da dividere tra golf in Banditella, corse e parco della Ceschina? E l’ippica italiana vedrà la luce infondo al tunnel?
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