Il Tirreno

Livorno

«Il conducente positivo alla cocaina»

di Federico Lazzotti

Il pubblico ministero ha anche nominato un perito per verificare la dinamica dell’incidente e la regolarità dell’incrocio

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LIVORNO. È risultato positivo alla cocaina Elian Bushi, il trentasettenne di origini albanesi che domenica mattina era alla guida della Bmw che avrebbe innescato lo schianto mortale all’incrocio tra viale Nazario Sauro e via Cattaneo nel quale ha perso la vita Letizia Gori, 46 anni. Cinque le persone ferite nella carambola che ha coinvolto tre auto, tra queste la figlia quindicenne della vittima, mentre la nonna di quest’ultima, Annamaria Valenti, 76 anni, ex insegnante, è ricoverata in condizioni disperate nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Livorno.

Se le prime analisi sulle urine del conducente, già indagato per omicidio colposo, venissero confermate, vorrebbe dire che, in ogni caso, il trentasettenne non avrebbe dovuto mettersi al volante.

Vero è però - come tengono a precisare dalla polizia municipale che sta effettuando le indagini - che l’essere positivo non significa aver fatto uso di sostanze stupefacenti nelle ore che hanno preceduto l’impatto, ma l’assunzione potrebbe anche risalire ad alcuni giorni prima.

Incrocio maledetto

Il pubblico ministero Massimo Mannucci, che conduce le indagini, ieri mattina ha affidato all’ingegner Domenico Trovato l’incarico per accertare - si legge nel conferimento - «la dinamica del sinistro con particolare riferimento allo stato dei luoghi e dei mezzi coinvolti, alla segnaletica stradale e alla condotta di guida e la velocità dell’indagato e dei mezzi coinvolti. Evidenziando violazioni al codice della strada o quant’altro rilevi ai fini di giustizia».

Dunque, oltre alla dinamica dello schianto, il magistrato vuole verificare la regolarità dell’incrocio inaugurato solo due mesi fa cambiando le abitudini degli automobilisti e innescando accese polemiche. In particolare gli accertamenti tecnici del perito saranno con tutta probabilità diretti alla segnaletica orizzontale e alla tempistica dei quattro semafori che gestiscono il traffico tra via Cattaneo, via Caduti del Lavoro e il viale Nazario Sauro.

Ecco perché il perito nei prossimi giorni - ha due mesi per consegnare la relazione finale in Procura - si presenterà in Comune per accedere agli atti del progetto, dopodiché effettuerà dei sopralluoghi sul luogo dell’incidente per confrontare il progetto, la sua realizzazione e le disposizioni di legge per quello che riguarda distanze e segnaletica.

La dinamica

Non tutto quello che è avvenuto intorno alle 8 di domenica mattina prima dello schianto è ancora chiaro. Ecco perché gli agenti della polizia municipale stanno cercando conferme per accertare se una delle due vetture coinvolte sia passata con il rosso.

Sono due le testimonianze chiave sulle quali stanno lavorando gli inquirenti, quella del conducente della Hyundai che era ferma dall’altra parte dell’incrocio, in via Cattaneo, e quella della figlia tredicenne che era seduta al suo fianco.

Al momento, infatti, la ricostruzione più accreditata è ancora quella che la Polo Volkswagen condotta dalla vittima e diretta da via Caduti del Lavoro verso via Cattaneo, mentre attraversava l’incrocio abbia visto arrivare lateralmente la Bmw, a quel punto la donna avrebbe cercato di evitare l’impatto. Forse ha accelerato, forse è stata toccata ed ha acquistato velocità. Fatto sta che la corsa dell’utilitaria è finita contro l’albero dall’altra parte della strada, sulla fiancata del conducente, mentre la Bmw ha fatto un testacoda colpendo l’auto ferma al semaforo. Uno schianto terribile: Letizia Gori, casalinga e madre di due figli è morta sul colpo, la madre e la figlia sono state portate d’urgenza al pronto soccorso. L’adolescente è stata dimessa nell serata di domenica mentre le condizioni dell’anziana si sono aggravate. L’ultimo saluto a Letizia questa mattina alle 10 nella chiesa di San Jacopo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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