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Addio a coach Vadacca, maestro del parquet
Il suo nome è legato soprattutto alla storia delle squadre giovanili della Libertas. Gli amici: «È stato un esempio». Le condoglianze della federazione
LIVORNO. Se Alessandro Fantozzi è riuscito a vincere la gara del tiro da 3 all’All-star game 1991 contro Oscar Schmidt, e pochi mesi prima Sandro Dell’Agnello a conquistare lo scudetto con la maglia di Caserta, un po’ di merito è di Roberto Vadacca, allenatore silenzioso che ha annaffiato e visto crescere il talento delle due stelle dei canestri.
Classe 1937, una piacevole ossessione per i fondamentali, in particolare il tiro, fuori dal campo ha lavorato come elettricista alla Vetreria italiana. Marito, padre di due figli e nonno, lo scorso anno è stato nominato allenatore emerito dalla federazione che ieri gli ha reso omaggio.
Se n’è andato all’alba di sabato, tre anni dopo la malattia che lo aveva colpito e contro la quale ha cercato di lottare. L’ultima stagione in panchina risale al 2009 quando guidava le giovanili del Basket Cecina e faceva il vice alla prima squadra.
Ma il suo nome è legato soprattutto alla storia della Libertas come racconta l’amico Claudio Aprea, ex allenatore e ora presidente provinciale di Cna. «Ci conosciamo da sempre, per me se n’è andato un fratello. La prima volta ci siamo visti negli anni Cinquanta quando la pallacanestro era agli albori. Insieme, con Sandro Lomi presidente, abbiamo sfiorato la serie A. Poi ci siamo incontrati di nuovo negli anni Settanta e assieme a Stelio Posar e “Cacco” Benvenuti abbiamo creato al Gymnasium il centro minibasket. In quel periodo - va avanti - mancavano i palloni, c’erano difficoltà, ma con l’impegno e la passione siamo riusciti a tirare fuori giocatori importanti proprio come Fantozzi e Dell’Agnello».
La salma di coach Vadacca è da sabato mattina nella cappella all’interno del cimitero della Misericordia. I funerali sono in programma lunedì alle 10.
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