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Lavori al Picchi, ecco come Ma è scontro sui soldi
LIVORNO. Sarebbero tre i finanziamenti necessari per ristrutturare e mettere in sicurezza l'Armando Picchi, come spiega il dirigente dell'unità organizzativa impianti e manutenzioni del Comune di...
LIVORNO. Sarebbero tre i finanziamenti necessari per ristrutturare e mettere in sicurezza l'Armando Picchi, come spiega il dirigente dell'unità organizzativa impianti e manutenzioni del Comune di Livorno Mirko Leonardi: il primo, da 506mila euro, già previsto e stanziato, che servirà per effettuare i lavori necessari prima dell'avvio del campionato (come illuminazione, spogliatoio arbitri, controllo dei frammenti di calcestruzzo in distacco) e che sarà anticipato dal Livorno Calcio.
Il secondo, da 250mila euro - di cui 120 nel 2013 e 130 nel 2014 - per l'installazione di telecamere di sicurezza, come richiesto dalla questura. Il terzo, che ammonta a 500mila euro, è programmato ma ancora da reperire. La cifra piuttosto consistente (da spalmare tra 2014 e 2015), che servirebbe per lavori di straordinaria manutenzione, ad esempio il risanamento del calcestruzzo e l'ammodernamento dell'impianto antincendio, potrebbe essere ottenuta con un finanziamento della Regione attraverso un bando triennale specifico. E se questi soldi non arrivassero? «Potremo aprire un mutuo il prossimo anno – ipotizza l'assessore al bilancio Valter Nebbiai – sempre che si allenti il Patto di stabilità». Ma ricordiamo che ancora aperta (con strascico di polemiche) la partita dei 2,5 milioni di Olt.
Nonostante i lavori siano richiesti dalle tre commissioni che valutano la sicurezza negli impianti sportivi (commissione provinciale vigilanza, gruppo operativo sicurezza, commissione ordine e sicurezza pubblica), le opposizioni sono concordi sul fatto che dovrebbe farsene carico la società sportiva: «Io ti affitto un fondo e pago per la messa in sicurezza se a prescriverlo sono le leggi dello Stato, non quelle interne alla Figc», esclama Giannini (Sel). Capuozzo (Udc) tuona in direzione di Spinelli: «C'è qualcuno che ha preso 27 milioni di euro e invece di far spendere a lui continuiamo a privare la città di opere».
Maria Giorgia Corolini
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