Italia
Decibel oltre i limiti in mezza città
Viale Carducci, via Oberdan e Fabbricotti le tre zone più rumorose di Livorno. L’assessore: meno semafori, più rotatorie
LIVORNO. Viale Carducci è la strada più rumorosa di Livorno. Ma molte altre zone della città - via Oberdan in testa - non stanno meglio. E sforano i limiti di decibel che sarebbero previsti dalla legge. E’ il dato che emerge da un lungo studio effettuato dal Comune su tutte le arterie e i quartieri della città con l’obiettivo poi di procedere ad un risanamento. Ce la faremo?
L’amministrazione ha fatto una vera corsa contro il tempo per consegnare tutti i documenti del piano d’azione per il risanamento acustico della città prima della scadenza che era fissata al 18 luglio. E infatti il 17 il plico è stato spedito agli uffici della Regione Toscana. Il lavoro è durato tre anni e ha coinvolto ogni superficie della città, «una sfida importante, che siamo riusciti a fronteggiare grazie al lavoro svolto dall’unità strategie ambientali del Comune – dice Leonardo Gonnelli - con cui abbiamo scansionato ogni zona della città per ottenere i valori acustici, ed è stato molto più complicato e ha richiesto molto più tempo di quanto si possa immaginare».
Il progetto è stato finanziato grazie ad un bando regionale: il primo step prevedeva la mappatura dell’intera città in un piano di classificazione acustica. Si è così proceduto ad individuare, attraverso scanner e strumenti appositi, le aree e i siti critici del territorio. «In una zona come il viale Italia, ma lo stesso vale per il viale Carducci e per tutti gli assi portanti del traffico cittadino abbiamo notato che i decibel superavano di 15 punti il limite previsto – continua Gonnelli - ad esempio invece che 50 si arrivava a 65 se non addirittura a 70».
Scansionando edificio per edificio, la città è stata suddivisa in 6 macro aree, di cui la VI corrisponde alle zone industriali e la I alle zone collinari. In seguito ad ulteriori verifiche sul territorio è stata redatta la relazione sul clima acustico, approvata entro i termini consentiti dalla legge il 30 giugno 2012.
Ma che cos’è una mappatura acustica della città? Semplicemente una foto, una fotografia acustica in cui si riportano i dati di rumore medi durante l’anno. I requisiti tenuti in considerazione dagli esperti contano il numero di persone che occupano le abitazioni, l’ubicazione e le dimensioni di queste, se sono esposte al rumore e in che modo, che sia da traffico di veicoli, ferroviario, aereo o dell’attività industriale.
Nella top ten delle zone a rischio figura la zona Carducci, seguita da via Oberdan, Fabbricotti, San Jacopo, Pentagono del Buontalenti, Coteto, Quartieri nord, Scopaia-Leccia, Sorgenti e chiude le dieci la zona Origine mentre le zone più tranquille alla fine della classifica sono quelle di porta a terra, collinaia e mediceo.
Il traffico, soprattutto in centro, è senza dubbio la causa maggiore di inquinamento acustico e le situazioni più critiche si verificano nel centro storico e nelle arterie principali di scorrimento. Inoltre è stato preso atto che i locali scolastici e quelli sanitari sono esposti a livelli di rumore superiori ai limiti di legge. Nelle prossime azioni del Comune è dunque previsto un piano d’azione per ridurre il rumore delle strade comunali, sostituendo l’attuale manto stradale con asfalti fonoassorbenti, inserendo dissuasori, sostituendo semafori con rotonde (chissà se l’assessore al traffico Bettini sarà d’accordo...), strisce pedonali rialzate, istituzione di zone ztl più ampie di quelle già in vigore. E mentre i tecnici del comune procedono a sostituire infissi nelle scuole per isolare i rumori esterni, verranno predisposti anche incentivi per muoversi con mezzi elettrici, utilizzare mezzi pubblici e le piste ciclabili che devono essere ridefinite. «Generalmente finiamo sui giornali per le mancanze, ma questa volta è stato concluso un lavoro enorme di cui siamo molto orgogliosi – dice l’assessore Gulì - e che fornisce una documentazione fondamentale anche per la Revisione del Piano Strutturale, poiché come è facile immaginare, l’impatto di inquinamento acustico ed ambientale viaggiano a stretto contatto fra loro».
Giulia Mancini
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