Il presidio
«Il nostro è un circolo non vogliamo fare un asilo»
LIVORNO. «Non siamo un asilo ma un circolo. E col Comune ci sono state solo incomprensioni». E’ la risposta che Chiara Morelli, presidente del circolo Endas “Crescere a colori” di via Palestro 79 ha...
LIVORNO. «Non siamo un asilo ma un circolo. E col Comune ci sono state solo incomprensioni». E’ la risposta che Chiara Morelli, presidente del circolo Endas “Crescere a colori” di via Palestro 79 ha dato al Comune - attraverso il legale dell’Endas, l’avvocato Alessandro Andreini - dopo il blitz che a metà giugno fu fatto dai funzionari dell’ufficio scuola, che imposero alla struttura una diffida a chiudere.
Il circolo in realtà ha chiuso un solo giorno. Ma poi ha continuato a fare la stessa attività che faceva precedentemente. «Ma solo perché la nostra diffida riguardava la presenza di bambini sotto i tre anni che infatti non abbiamo più trovato», spiega Lilia Bottigli, responsabile del sistema integrato dell’infanzia del Comune.
La presidente del circolo risponde però che «per le attività di tutti gli altri soci il Comune non può assolutamente chiudere il circolo». E replicando alla relazione dei funzionari dell’ufficio scuola aggiunge: «Non è vero che qualcuno aveva messo in piedi una scuola dell'infanzia aperta a tutti dai 3 mesi ai 5 anni poiché le nostre attività si limitano a corsi artistici, creativi, laboratori. Inoltre, in quanto associazione, i servizi sono offerti solo ai soci, che peraltro non hanno nessun limite di età. Non è vero neanche che il personale non ha i requisiti in quanto le attività artistiche sono coordinate dalla sottoscritta in possesso di maturità artistica, e tra i soci ci sono anche insegnanti». Secondo Morelli non è vero neanche che i locali - come ha riscontrato il Comune nella sua ispezione - non rispondono in quanto ad aerazione e luminosità poiché nessuno ha verificato questo dato e poiché una associazione può costituirsi ovunque i soci lo ritengano opportuno».
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