Il Tirreno

Livorno

«Il mio ex è un killer diabolico», intervista esclusiva a Veronica

di Federico Lazzotti
«Il mio ex è un killer diabolico», intervista esclusiva a Veronica

La donna indagata per l’omicidio di via Masi si sfoga: è furbo e vuole incastrami, la Procura mi contesta alcune telefonate ma sono innocente

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LIVORNO. «Il mio ex fidanzato, Imed Hamdi, è un killer diabolico, furbo, molto furbo e ora vuole incastrarmi, far credere che io abbia qualcosa a che fare con il delitto nell’ex deposito di via Masi dove è stato ucciso Ismael Hosni. Me lo ripeteva anche il giorno in cui ha cercato di ammazzarmi sotto casa: “O stai con me, oppure con nessuno: non ti lascerò libera”. Quella mattina ha anche cercato di portarmi alla Terme del Corallo: “Vieni con me - insisteva - voglio fare l’amore, mi bastano dieci minuti”. Per fortuna non sono andata, altrimenti mi avrebbe uccisa e poi avrebbe fatto passare il duplice omicidio come un delitto passionale. Ma certe cose, insomma il suo piano, le ho capite solo dopo. Come la frase che mi ha detto prima che tentasse di colpirmi al cuore: “Ora uccido anche te”».

Veronica Franceschi, 31 anni, è appena uscita dal palazzo di Giustizia dove il pubblico ministero Luca Masini ha conferito l’incarico al perito che dovrà analizzare le tracce di sangue trovate su alcuni indumenti che i carabinieri del nucleo investigativo le hanno sequestrato a casa e dalle quali dipenderà molto del suo destino nell’indagine. La trentunenne è indagata con l'accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

«La Procura - prosegue - mi ha contestato una serie di chiamate, credo una decina, che ho avuto con Imed la sera dell’omicidio. Ho cercato di spiegarlo al pm: ero a casa mia, lui mi chiamava con l’addebito e io lo richiamavo. Voleva sapere dov’ero. E poi ci sono le scarpe che i carabinieri mi hanno sequestrato, quelle bianche e rosa della Nike. Il mio ex quando è stato sentito dagli investigatori ha raccontato che la sera dell’omicidio indossavo quelle calzature ecco perché le hanno sequestrate ma io ho il sospetto che lui le abbia prese dalla scarpiera che tengo fuori dalla porta di casa, portate sul luogo del delitto e rimesse al loro posto. In ogni caso quello che mi preme e ribadire che sono innocente».

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